Saranno quasi tre milioni i lavoratori italiani interessati dal primo allentamento delle misure di contenimento da parte del Governo che dovrebbe arrivare il 27 aprile. È uno dei punti discussi nelle scorse ore dal premier Giuseppe Conte con la task force guidata da Vittorio Colao. Il commissario ha presentato al premier una relazione di cinque pagine corredata di slide nella quale sono contenute le proposte semplici e immediate per iniziare a riaprire. Anche se per la verità il premier Conte continua a preferire il 4 maggio: una scelta definitiva ci sarà solo nelle prossime ore.
I primi settori che riprenderanno a lavorare sono quelli considerati meno a rischio, come i lavoratori del settore dell'edilizia e quelli della manifattura. Tra le priorità, la task force ha inserito la necessità immediata di un protocollo per i mezzi pubblici, considerato che il 15 per cento dei lavoratori di manifattura e costruzioni li usano per andare al lavoro. La task force ha poi avvertito come sarà indispensabile garantire ai cittadini i dispositivi di sicurezza individuali. Il commissario Domenico Arcuri ha comunicato che attualmente vengono consegnate quattro milioni di mascherine al giorno. Ne servono però sette milioni. Si è parlato inoltre dei prezzi delle mascherine, valutando la possibilità di un prezzo calmierato. C'è chi propone di far pagare le chirurgiche massimo 90 centesimi l'una al cliente finale.

Quella di ieri è la giornata che ha segnato un record di guariti, quasi tremila in 24 ore. Diminuisce anche se di poco, il numero dei morti: 437 in un giorno. Ma, trainati dalla Lombardia e dal Piemonte, crescono anche i nuovi contagi: sono 3.370, più 641 rispetto a martedì. Scendono ancora di molto anche i ricoverati, meno 329 nei reparti ordinari e meno 87 nelle terapie intensive. I decessi sono stati 103 meno di martedì. I guariti raggiungono quota 54.543, per un aumento in 24 ore di 2.943 unità, il più alto da inizio epidemia (martedì erano state dichiarate guarite 2.723 persone). Il numero totale di persone che hanno contratto il virus dall'inizio dell'epidemia in Italia è 187.327.
I numeri segnalano dunque un andamento a due velocità, con il nord che fa registrare ancora dati preoccupanti sui nuovi contagi (seppure molto meno drammatici che in passato) e il centrosud che lentamente sta limitando l'epidemia. Fa eccezione in queste 24 ore la Puglia, dove i contagi sono sorprendentemente raddoppiati.