L'idea di realizzare sul territorio di Latina la discarica di rifiuti inerti (ossia non differenziabili e recuperabili) avanzata ieri dal Partito democratico, trova la ferma contrarierà del senatore Nicola Calandrini e di Fratelli d'Italia. La proposta di individuare un'area nel territorio del capoluogo è stata avanzata in una nota del Partito democratico. Lunedì 11 maggio i sindaci della provincia si riuniranno in video conferenza per trovare le aree da indicare alla Regione Lazio per realizzare due impianti di compostaggio e appunto una discarica di servizio. Se non arrivasse una risposta, è alquanto probabile che sarà la Regione Lazio a decidere, attraverso ordinanze ad hoc.

«Le parole degli esponenti locali del Pd sull'opportunità che il Comune di Latina si faccia carico di "ospitare" una nuova discarica, mi sorprendono negativamente, e mi preoccupano per quelle che potrebbero essere le decisioni già pianificate da chi amministra la Regione Lazio - afferma il senatore di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini - Il territorio di Latina ha già dato, e molto, in termini di discarica dei rifiuti prodotti dalla Provincia. A partire dal 1984 il sito di Borgo Montello è stato utilizzato dai 33 Comuni della Provincia - ed a seguire da due Comuni della Provincia di Roma (Nettuno e Anzio) - come discarica dei rifiuti urbani».

Insomma, secondo Calandrini, Latina ha già dato. «Dopo la lunga battaglia che come amministratori locali continuiamo a fare per mantenere chiusa la discarica di Borgo Montello, pensare di utilizzare il territorio comunale per realizzare nuove discariche è fuori da ogni logica, a maggior ragione nell'area del Consorzio Industriale che ha delle peculiarità ambientali che vanno tutelate e non possono essere sfruttate per realizzare discariche solo perché la zonizzazione urbanistica le ha classificate come industriali, classificazioni peraltro vecchie di decenni».

I Dem, nella nota dell'altro ieri, hanno usato la questione della scarsa differenziata per motivare l'idea di una discarica nel capoluogo pontino. Paradossalmente Calandrini si trova a difendere il sindaco Coletta. «Trovo infondata la ragione secondo cui il territorio di Latina deve offrirsi per realizzare una discarica perché ha una bassa percentuale di raccolta differenziata. È sicuramente questa una grave inadempienza del sindaco Coletta, una promessa mancata di cui deve assumersi tutta la responsabilità politica, ma non può certo espiare tale colpa facendo ulteriormente pagare il territorio comunale con una nuova discarica».

Calandrini dà anche un'altra lettura dell'uscita del Pd, che deve mettere tutti sull'altolà. «Ritengo tuttavia che la presa di posizione del Pd debba suonare come un allarme e fare alzare il livello di guardia dei rappresentanti delle comunità locali – a partire dal Sindaco Coletta - per costruire un argine impermeabile ad improvvide scelte calate ancora una volta dall'alto: l'argine non può che essere la decisione dei Sindaci, titolari del diritto di privativa della fase di smaltimento dei rifiuti, che va assunta tempestivamente e in piena autonomia, senza condizionamenti di sorta. Auspico che la Conferenza dei Sindaci in programma lunedì non perda ulteriore tempo. Non decidere significa firmare una cambiale in bianco e lasciare alla Regione la facoltà di stabilire dove posizionare una discarica, sfruttando l'alibi ormai consumato dell'emergenza, imponendo decisioni che a questo punto ipotizzo già prese e che mi auguro non implichino la riapertura del sito di Borgo Montello».