Bar, ristoranti ma anche stabilimenti balneari: le linee guida proposte da Inail e Istituto superiore di sanità vanno rimodulate su base locale. E' quanto chiede il senatore di Forza Italia Claudio Fazzone. "Mi auguro che in sede di Conferenza Stato-Regioni  queste indicazioni siano declinate sulla base delle esigenze locali". Il perché è presto detto: prendendo in considerazione solo i litorali, è evidente che  la provincia di Latina ha esigenze diverse da quella romana o da quella romagnola. 

"Mi auguro che il governo in sede di conferenza Stato-Regioni entri nel merito delle linee guida realizzate dall'Inail, che ritengo debbano essere calibrate, fatte proprie dalla Regioni e modificate in base alle specificità dei diversi territori. Ho inviato in tal senso una richiesta esplicita, attraverso una nota indirizzata al premier Conte e al ministro Boccia. - afferma in una nota il senatore di Forza Italia Claudio Fazzone -  C'è la necessità di rivedere parametri troppo restrittivi per dare risposte e una speranza concreta a migliaia di operatori che potrebbero decidere di chiudere le loro attività con conseguenze drammatiche per tutto il Paese.
Sul fronte degli stabilimenti balneari, quindi, occorre distinguere le varie realtà a partire dal profilo morfologico. Le coste del Meridione per esempio non sono tutte uguali, ma presentano peculiarità differenti fra le diverse zone delle regioni del sud. In vari contesti del Mezzogiorno d'Italia a differenza di altre realtà della penisola permane il problema cronico dell'erosione della costa.
Ecco perché è necessario per far comprendere come appare estremamente difficile installare più di 4-5 file di ombrelloni in buona parte degli stabilimenti balneari.

Allo stesso modo i ristoranti non possono essere catalogati in un'unica fattispecie. Quattro metri quadrati a disposizione di ogni avventore, tradotto in concreto significa che un locale di 60 metri (che non è certo piccolissimo) potrà ospitare al massimo 15 clienti alla volta. Ma a pagare maggiormente dazio rischiano di essere locali più piccoli collocati in tanti centri storici del nostro Paese. Un ristorante di 25 metri quadri potrà ospitare non più di 5-6 persone. Ugualmente gli stessi centri estetici e per parrucchieri dovrebbero avere trattamenti particolari e specifici, sulla base di parametri diversi a seconda dei contesti regionali e locali. Questi esercizi non possono alzare le saracinesche, sapendo di poter lavorare al 20-30 per cento delle loro potenzialità, ma avendo spese (in primis concessioni, affitti, tasse, bollette) al 100 per cento. Non è possibile veder fallire un numero impressionante di attività commerciali e nell'arco di poco tempo.
Dunque occorre lasciare alle singole Regioni la possibilità di adeguare contenuto e indicazioni di queste linee guida ai diversi territori e alle specifiche attività".