La destra di Azione Nazionale riparte da Pontinia, con la nomina a coordinatore locale di Massimiliano Antelmi. A investirlo del ruolo, oltre a Giuseppe Mochi, storico esponente di An, l’onorevole Gianni Alemanno, già ministro delle Politiche agricole e forestali. 

Onorevole, per quale motivo Azione Nazionale ha deciso di ripartire proprio da Pontinia?
Giuseppe Mochi è un esponente storico della destra pontina. È stato segretario provinciale del Fronte della Gioventù e presidente provinciale di An. Si parte dunque dalla sua città per andare in tutta la provincia.


In un periodo in cui domina l’anti-politica, non è anacronistico tornare a puntare sui partiti?
Credo che la vicenda di Virginia Raggi a Roma dimostri a tutti che per fare politica serve esperienza e servono strutture consolidate. Non si può giocare solo con il casting dei faccini presentabili o con il nuovismo che pretende di imporre persone senza radici ed esperienza. Sono convinto che servano partiti nuovi, ma veri e ben organizzati. Insieme ai giovani ci deve essere anche l'esperienza di chi ha sperimentato realtà locali.


Anche nei piccoli Comuni sarebbe auspicabile il superamento del civismo?
Il civismo nelle piccole realtà va benissimo. Sono convinto che quando ci sono le elezioni comunali debba prevalere un'attenzione a quelli che sono i temi della vita della città. Ma qui non stiamo parlando di un'attività specifica per Pontinia, dove una civica va bene. Bensì di una rete nazionale che può essere data solo da un partito politico che sia un punto di riferimento anche per le esperienze civiche.


Quali sono le priorità che affronterete come An sul territorio pontino?
C'è una priorità politica, visto che a causa di una serie di errori e divisioni del centrodestra abbiamo consegnato il Comune di Latina a un esponente della sinistra e questo è già di per sé un segnale molto grave. Secondo poi, c'è un problema occupazionale che si fa sentire in modo forte, sia sul versante della perdita di importanti impianti industriali sia sul versante della perdita del valore dell'agricoltura, anche grazie a scelte sbagliate dal punto di vista internazionale. Oggi, se gli agricoltori della pianura pontina sono in crisi, è anche perché Matteo Renzi ha pensato di allinearsi alle sanzioni contro Putin, chiudendo così un mercato che era fondamentale anche per questa Provincia. La priorità è rilanciare l'occupazione e difendere il tessuto imprenditoriale della provincia.