Le modifiche previste per i servizi sociali non convincono il consigliere comunale Giuseppe Mochi (“Alleanza per Pontinia”) che punta il dito contro quello che definisce il frutto della «politica populista» messa in atto dall’amministrazione Tombolillo, di cui l’attuale sindaco Medici faceva parte. Il nodo del contendere è una modifica del regolamento risalente al 2004 – quando Mochi era sindaco – relativo alle modalità di accesso ai servizi sociali di assistenza domiciliare erogati dal Comune. Parliamo di interventi socio-assistenziali – così nel regolamento – diretti a prevenire o a rimuovere situazioni di bisogno, di emarginazione e di disagio. Tutte quelle attività, insomma, necessarie per venire incontro alle persone meno fortunate. La questione sollevata dal consigliere Mochi è a questo punto di natura economica. Con la modifica prevista – attacca il capogruppo di “Alleanza per Pontinia” - «si prevedono dei costi anche per le fasce contributive più basse, mentre in precedenza il servizio era gratuito». Ciò – aggiunge - «è frutto della politica populista messa in atto in passato, che ha obbligato l’amministrazione a correre ai ripari a partire dal 1 gennaio 2017, quando entreranno in vigore le nuove tariffe». Per quantificare, si parla di 4 euro l’ora per una fascia Isee da zero a tremila euro, con i costi che poi a mano a mano salgono proporzionalmente con il l’indicatore della situazione economica. Diventa una sorta di servizio a domanda individuale. «Un aggravio dei costi per le famiglie e i cittadini sono giustamente preoccupati. In questi primi sei mesi di amministrazione – conclude Giuseppe Mochi – sono stati penalizzati soprattutto i servizi sociali per far quadrare i conti». La scelta di mettere mano al regolamento del 2004, insomma, non ha convinto il consigliere comunale di opposizione, che ha mosso pesanti critiche alla mossa dell’amministrazione di Carlo Medici. Il dibattito sulla questione, di fatto già iniziato in Consiglio, probabilmente è destinato ad andare avanti.