L’esigenza all’epoca era quella di risparmiare e tagliare dove possibile i costi della pubblica amministrazione. La scure della spending review si è abbattuta anche sugli enti locali, con 2,25 miliardi di euro di trasferimenti in meno. I 400mila euro di tagli subìti da Pontinia sembrano nulla, ma per un ente locale di queste dimensioni è invece un patrimonio. E la sentenza della Corte costituzionale di giugno dello scorso anno ha acceso il barlume della speranza: forse l’ente potrebbe ottenere quelle somme.
Già, perché i magistrati hanno ritenuto illegittima quella decurtazione «nella parte in cui non prevede, nel procedimento di determinazione delle riduzioni del Fondo sperimentale di riequilibrio da applicare a ciascun Comune nell’anno 2013, alcuna forma di coinvolgimento degli enti interessati, né l’indicazione di un termine per l’adozione del decreto di natura non regolamentare del ministero dell’Interno».
La giunta del sindaco Carlo Medici ha discusso la questione nella seduta del 30 marzo, perché - si diceva - c’è la possibilità di riprendere quei 415.500 euro “tagliati”. La sentenza della Corte costituzionale ha infatti efficacia retroattiva. «Il Comune - si legge nella delibera approvata dal primo cittadino e dagli assessori - ha subìto una illegittima decurtazione delle entrate erariali, con conseguente diritto al rimborso della suddetta somma da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze e da parte del ministero dell’Interno».
Per questo motivo è stato dato mandato al sindaco di presentare quest’istanza alle competenti autorità statali per cercare di recuperare quelle somme. Preziose più che mai in una fase di ristrettezze economiche come questa con cui sono costretti a fare i conti tutti gli enti locali. E di sicuro al Comune di Pontinia - la cui assise civica il 5 aprile discuterà il bilancio preventivo - l’eventuale versamento di questi 400mila euro potrebbe fare la differenza.