La vicenda delle cave e, in particolare della diminuzione dell’Imu da 15 a 4 euro al metro quadrato, ha scatenato molte polemiche a Priverno. Ma ha evidenziato anche alcuni aspetti collaterali, come quello segnalato dall’ex consigliere comunale Stefania De Santis. Sentiamola: «Nel 2014 gli abitanti dei Gricilli, proprietari dei terreni nella cava, mai ripristinata, di Perazzete, ricevono dalla Tre Esse (la società di riscossione dei Tributi) un avviso di accertamento par mancato pagamento Imu». Quei terreni - sottolinea De Santis - risultano classificati nella categoria “Cm dell’area produttiva - cave, miniera ed altre aree oggetto di recupero ambientale autorizzate”.

Nel regolamento Iuc - è sempre Stefania De Santis parlare - «approvato dal Consiglio comunale l’8 settembre 2014, questi terreni venivano classificati come terreni agricoli e, quindi, l’imposta da parte dei proprietari non era dovuta». Quei cittadini, rassicurati dall’allora amministrazione, non hanno pagato nulla. Ma lo scorso mese di novembre, la sorpresa: «Hanno di nuovo ricevuto gli avvisi di accertamento. Preoccupati, si sono recati da alcuni amministratori per capire cosa fosse successo, visto che nel 2014 erano stati rassicurati che non erano tenuti a pagare l’imposta e ora stavano ricevendo gli avvisi i cui importi, tra imposta e sanzione, superano parecchie migliaia di euro». Al momento, però, nessuna risposta, tanto che alcuni si sono rivolti a un legale. «Premesso che a suo tempo ero contraria al folle aumento del 650% - conclude De Santis - mi chiedo come mai per i cavatori si sia corso subito ai ripari, mentre i cittadini di Perazzete stanno ancora aspettando una comunicazione».