Ventidue anni, un mese e 23 giorni di servizio nel Corpo forestale dello Stato. Questo il curriculum dell’assistente capo Roberto Paniccia. «Ebbene - ci dichiara con un pizzico di commozione - oggi è l’ultimo giorno di lavoro in divisa grigio/verde». Era il 7 novembre del 1994 quando Roberto entrò a far parte di questo speciale Corpo. Dopo nove anni e mezzo in Toscana, fu trasferito al Comando provinciale di Frosinone. Da lì applicato alla sezione di Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Frosinone per 7 anni e, successivamente, al Comando provinciale di Latina, nel Nucleo investigativo. Un bel percorso, non c’è che dire, portato avanti con dedizione tra gioie, dolori e grandi soddisfazioni, come sottolinea Roberto che, ora, pensa ai tanti colleghi che andranno nei vigili del fuoco, nella Guardia di finanza, nella polizia di Stato, nella pubblica amministrazione o, in mobilità, come lui e altri, nell’Arma dei carabinieri. Pur nel rammarico, Roberto nutre la speranza «di poter continuare il percorso e gli obiettivi prefissati anche all’interno dell’Arma, a tutela e salvaguardia dell’ambiente e della natura». Passando da assistente capo nel Corpo forestale dello Stato ad appuntato scelto nell’Arma dei carabinieri. A prescindere da quelle che saranno le mansioni ufficiali cui Roberto sarà adibito, indubbiamente rimane il rammarico della cancellazione di un Corpo che, nell’accezione popolare aveva un preciso segno.

A Roberto non rimane che passare alla nuova destinazione con lo stesso impegno finora messo in campo.