Seppur con notevole ritardo - e forse perché sollecitato da un precedente esposto con cui veniva denunciato «il continuo e illegittimo ricorso» alle proroghe nell’affidamento dei servizi - il Comune di Priverno ha pubblicato il bando di gara per l’affidamento del servizio di riscossione dei tributi. È quanto si legge in una nota del Gruppo consiliare di opposizione della “Lista Macci”. Dal bando - continua la nota - si evince che, per lo svolgimento della gara, il Comune lepino ha chiesto aiuto a un’associazione di Gallarate, che verrebbe a costare «al nostro Comune 3.633,50 euro l’anno, oltre a 75 euro di iscrizione». E per l’attività che dovrà svolgere - scrivono i consiglieri Umberto Macci e Marcello Vellucci - «percepirà l’1,5% di oltre un milione di euro». A questo punto i due esponenti politici pongono un quesito: può un’associazione «senza scopo di lucro, per gestire una gara, percepire una quota associativa e una percentuale sul valore dell’appalto?» Inoltre, Macci e Vellucci sottolineano che l’Anac, con deliberazione del 30 aprile 2015, avrebbe dichiarato che l’associazione in questione «non può svolgere attività come centrale di committenza degli enti locali aderenti, perché non risponde ai modelli organizzativi indicati dall’articolo 33 del decreto legislativo 163 del 2006 e pertanto non può essere inclusa tra i soggetti aggregatori né può considerarsi legittimata a espletare attività di intermediazione negli acquisti pubblici». Non solo. Ma la stessa associazione contro quella delibera avrebbe presentato ricorso, però «rigettato dal Tar». Di qui la richiesta al responsabile del servizio Finanziario e al responsabile dell’Anticorruzione del Comune «di procedere all’annullamento del bando in autotutela» e al presidente della commissione Trasparenza «di approfondire i rapporti del Comune di Priverno con l’associazione di Gallarate e di accertare i costi e i servizi fin qui prodotti».