Sono passati undici anni: era il 5 febbraio 2006. Nel primo pomeriggio le agenzie e i Tg nazionali diffusero la notizia: un sacerdote italiano era stato ucciso nella sua Chiesa in Turchia. Poi, le notizie cominciarono ad arrivare più chiare. La vittima era don Andrea Santoro, originario di Priverno. Nel centro collinare lepino era nato il 7 settembre 1945 e vi aveva trascorso gli anni dell’infanzia, frequentando le elementari, prima di trasferirsi a Roma con la famiglia. Ordinato sacerdote nel 1970, don Andrea esercitò il suo ministero nelle parrocchie della periferia romana. Fin dalla sua ordinazione aveva chiaro l’obiettivo della sua missione: il dialogo interreligioso. Quell’obiettivo lo portò in Turchia, dapprima a Sanliurfa e poi a Trebisonda. E proprio nella sua Chiesa di Trebisonda, quella domenica pomeriggio del 5 febbraio 2006, don Andrea stava pregando, quando un giovane entrò con una pistola e sparò due colpi, uccidendo il sacerdote privernate. In seguito venne arrestato un ragazzo di 16 anni che confessò il delitto. Il Comune di Priverno gli intitolò la scuola del Primo circolo didattico, oggi Istituto comprensivo “Don Andrea Santoro”. Ieri l’arciprete della Cattedrale di Priverno, don Giovanni Gallinari, lo ha ricordato come un uomo saggio, forte e coraggioso, che volle operare nel contesto di una causa difficile: il dialogo interreligioso.