Come abbiamo già avuto modo di dire, l’albergo “Antico Borgo” di Fossanova è tornato, dopo un lungo braccio di ferro tra l’ente locale e il gestore, soprattutto a livello di Tribunale amministrativo regionale e di Consiglio di Stato, al Comune di Priverno. Ente, questo, che dovrà riconsegnarlo al legittimo proprietario, vale a dire la Soprintendenza. Infatti, il Consiglio di Stato, con ordinanza del 19 gennaio, aveva sancito che esisteva una irregolarità nel contratto di affitto tra Comune e gestore, in quanto fondato su un “titolo concessorio ormai scaduto” tra Comune e Mibact. Premesso che il gestore ha preannunciato “tutte le azioni giudiziali per il risarcimento degli ingenti danni subiti”, il sindaco di Priverno, Anna Maria Bilancia, ha dichiarato che «possiamo tirare un sospiro di sollievo perché, dopo il recupero, da parte dell’ente, del castello di San Martino, anch’esso affidato a terzi con metodi a dir poco discutibili, senza pretese di canoni di affitto, pagando per anni le bollette di tutte le utenze, un altro bene, di quelli più importanti del nostro territorio, è stato recuperato al patrimonio pubblico per tornare, nei prossimi giorni, nelle mani dei legittimi proprietari». Non solo. Ma, a seguito di questa nuova situazione, il primo cittadino privernate ha detto chiaramente che bisogna lavorare in maniera concreta per Fossanova. «Saremo accanto al Polo Museale del Lazio, attualmente responsabile del sito abbaziale, per programmare tutte le azioni utili alla promozione e allo sviluppo del Borgo di Fossanova, nel rispetto e nella valorizzazione della sua importanza storica e della sua natura spirituale». E «l’albergo ‘Antico Borgo’ potrà costituire un elemento essenziale, in tal senso, gestito legittimamente e all’interno di una progettualità ampia, coerente e condivisa».