Ricordo delle Foibe, atto terzo. Dopo le accuse del gruppo ‘Siamo Priverno’ per non aver rispettato il Protocollo, in atto da anni, il 10 febbraio e la risposta dell’assessore alla Cultura, Sonia Quattrociocche, torna alla carica uno dei responsabili di ‘Siamo Priverno’, Giuseppe Sarra. «È vergognosa - scrive in una nota - la risposta dell'assessore, che parla di ‘sobrietà’ per non permettere che la morte violenta di milioni di persone (riferendosi anche alla Shoah, ndr) possa essere strumentalizzata». Evidentemente - continua Sarra - l'assessore pecca di pregiudizi: il corteo e la deposizione della corona d'alloro - svolti anche durante l'amministrazione Delogu, di cui faceva parte, con l’allora assessore Picozza - erano momenti particolarmente cari alla comunità. «Le ricordiamo che, purtroppo, anche un poliziotto di Priverno, in servizio a Trieste, è stato infoibato». Intanto, il Giardino dei Martiri delle Foibe «è diventato un parcheggio e la invitiamo ad attivarsi per eliminare tale anomalia». È questa la replica di Giuseppe Sarra all'assessore privernate, che «ha liquidato la mancata organizzazione del corteo, svolto dal 2004 al 2016, con il tricolore posto sul balcone del Comune racchiuso in un nastro nero». Sarebbe bastato – insiste l’esponente di ‘Siamo Priverno’ - secondo Quattrociocche, «alzare lo sguardo per un attimo e restare in silenzio». La «riflessione profonda», di cui parla, - insiste Sarra - «passa attraverso un maggior coinvolgimento alle pagine oscure e sanguinose della storia, che hanno colpito anche la nostra comunità. Ci penseremo noi e i cittadini - conclude - a commemorare i Martiri delle Foibe, deponendo nei prossimi giorni una corona d'alloro».