Un problema non indifferente. Così si inquadra lâattuale situazione dellâArea archeologica di Mezzagosto, dove sorgeva la Privernum Romana. Ieri, 28 febbraio, scadeva la seconda proroga per la consegna dei lavori. Cosa che, evidentemente, non câè stata, se Federico DâArcangeli - di Agenda per Priverno - ha fotografato lo stato delle Domus romane completamente allagate, in cui si evince come la fine dei lavori sia ancora in alto mare, «o stagno o palude» ironizza lâesponente agendino. Per mesi e mesi - evidenzia DâArcangeli - «abbiamo invocato inutilmente un intervento che permettesse lâuso delle pompe necessarie a svuotare le Domus dallâacqua piovana, essendo chiaro a tutti che vi era (con ogni probabilità ) un problema di insufficienza di potenza elettrica installata». La decisione dellâUfficio tecnico è arrivata, «a conferma della nostra ipotesi, solo qualche settimana fa, con una determina che stanziava poco più di 3000 euro per aumentare a 40 kwh la potenza impegnata». La pratica evidentemente marcia «con i tempi biblici cui ormai siamo abituati», continua lâesponente di Agenda, certificando le sue affermazioni con eloquenti fotografie: «Un acquitrino, acqua e melma che ricoprono mosaici sui quali si era già iniziato a lavorare, con conseguenze che è facile immaginare».
Insomma, una situazione delicata, che sta caratterizzando da tempo uno dei quattro musei che fanno parte del Sistema Museale Urbano di Priverno.
Infatti, oltre allâarea archeolofica di Mezzagosto, ne fanno parte il Museo Archeologico di piazza Giovanni XXIII, il Polo di Fossanova in prossimità dellâAbbazia e il Museo per la Matematica, ospitato nel castello di San Martino. In realtà , però, di questi solo due sono visitabili: lâArcheologico di palazzo Antonelli e il Polo di Fossanova.
Domus allagate e lavori fermi, l'agonia dell'Antica Privernum
Domus allagate e lavori fermi, l'agonia dell'Antica Privernum
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