Il Comune di Priverno si tutela, con la nomina di un legale, sull’Operazione Tiberio. L’avvocato Pasquale Cardillo Cupo dovrà, infatti, “esperire ogni azione utile alla tutela del Comune di Priverno e della cittadinanza tutta, con riferimento ai gravi fatti di cui all’informazione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina”. Nella delibera di nomina redatta dalla Giunta, vengono ripercorse tutte le tappe della vicenda, relative al Comune di Priverno. Si parte dal 17 gennaio, quando il pm Valerio De Luca comunica al sindaco Anna Maria Bilancia che è stata eseguita nei confronti del responsabile del Dipartimento 3.2, l’ingegner Domenico D’Achille, un’ordinanza che dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari. Lo stesso giorno sindaco e autorità anticorruzione locale (segretario generale) coinvolgono l’ufficio procedimenti disciplinari. Il 19 gennaio, con decreto sindacale, il dipendente viene sospeso dal servizio e, per assicurare la gestione e la funzionalità del dipartimento, si conferisce incarico ad interim all’architetto Claudia Romagna, la quale rappresenta, nei giorni successivi, alcune criticità riscontrate “a seguito di un’analisi preliminare circa l’andamento e l’organizzazione del servizio”. In particolare, la Romagna segnala l’Avviso pubblico per l’affidamento del servizio spazzamento delle strade comunali, “in contrasto con norme imperative di legge”. Numerose criticità tecniche e di legittimità vengono rilevate anche nella determina con la quale erano stati affidati i lavori per la riqualificazione e l’adeguamento della palazzina direzionale dell’Istituto comprensivo “Don Andrea Santoro”. Il 16 febbraio, su segnalazione del segretario generale, si decide la revoca in autotutela dei provvedimenti esaminati, adottati dall’ormai ex responsabile del Dipartimento 3.2, vale a dire i lavori presso il “Don Andrea Santoro” e il servizio di spazzamento delle strade, dandone comunicazione alle imprese aggiudicatarie. Il 21 febbraio scorso la società addetta allo spazzamento comunica al Comune la volontà di recedere dal contratto di appalto, che potrebbe comportare anche un risarcimento danni per l’ente “in ipotesi di interruzione/cessazione del servizio prima della scadenza contrattuale”. Considerato che i fatti verificatisi in questi due mesi “hanno cagionato, e stanno ancora cagionando, gravi danni d’immagine, oltre che organizzativi ed economici al Comune”, la Giunta ha deciso di nominare un legale per tutelare le ragioni dell’ente.