Dopo la chiusura dell’ospedale “Regina Elena” di Priverno, i servizi sanitari sul territorio comunale e comprensoriale sono andati via via diminuendo. Oltre ad alcuni ambulatori, alla Guardia medica e al Punto di primo intervento, è rimasto attivo il servizio di emergenza dell’Ares 118, con un’autoambulanza e un’automedica, la cui postazione è attiva in una pertinenza del castello di San Martino. Due presenze indispensabili per coprire un territorio di circa 60mila abitanti e attraversato da strade ad alto tasso di incidentalità. Ora sembra che il servizio dell’automedica di Priverno verrà ridimensionato. Praticamente, il rischio è che si passi a dodici ore con la presenza di 2 soli medici e altrettanti infermieri, mentre fino a oggi si poteva contare su 4 medici e altrettanti infermieri. A Latina se ne parla già da qualche giorno, a Priverno la notizia è giunta ieri. Sembra, infatti, che nella stanza dei bottoni si sia deciso di spostare un medico a Cisterna e un altro alla Centrale. E, di conseguenza, anche gli infermieri sarebbero dimezzati. La giustificazione sarebbe un non elevato numero di interventi nelle 24 ore. Probabilmente, a chi fa queste considerazioni, sfugge il concetto basilare della conformazione del territorio: tranne Priverno, il cui centro urbano è a 151 metri di altezza, tutti gli altri Comuni e frazioni collinari coperti (Sonnino, Roccasecca dei Volsci, Pisterzo, Prossedi, Maenza, Roccagorga e Sezze) hanno un territorio che si estende abbondantemente in zone fortemente disagiate. E, chiaramente, il tempo di un intervento dell’equipaggio dell’automedica non può essere paragonato a quello di una città di pianura con strade ampie. Non solo. Ma se è vero che sarà chiuso, ancorché temporaneamente, il Ppi dell’ex ospedale per ristrutturazione dei locali, significa che la notte il territorio lepino rimarrà scoperto. Il sindaco di Priverno, Anna Maria Bilancia, venuto a conoscenza della situazione, ha cercato un immediato contatto con il direttore generale della Asl, Giorgio Casati. In ogni caso, ha dichiarato che suo impegno primario sarà quello di salvaguardare un servizio indispensabile.