Il Comune di Sabaudia è uno dei pochi ad aver superato la percentuale di raccolta differenziata prevista dalla normativa vigente. Nonostante ciò, l’ente punta a migliorare ancora i propri standard ambientali con il nuovo bando per il porta a porta, che prevede un investimento in cinque anni di 15 milioni di euro (la cifra a base d’asta). Diversi i fronti su cui si può fare di più. In primo luogo è stato inserito anche il lungomare nelle aree “coperte” dal capitolato d’appalto. Poi si cercherà di fare più attenzione al conferimento degli scarti di mense e cucine.
Da un controllo a campione, come si legge dagli elaborati pubblicati sul sito istituzionale del Comune di Sabaudia, sono emerse delle lievi criticità. Oltre all’umido, infatti, è stata trovata una percentuale del 5,5 per cento di «frazione estranea». Si tratta in buona sostanza di vetro, plastica e alluminio. È stato poi riscontrato l’uso di buste biodegradabili ma non compostabili. Di qui il sospetto, riportato sempre nei documenti tecnici, che qualche utenza non domestica possa vendere sacchetti biodegradabili ma non compostabili a costi competitivi. Sacchetti che vengono poi acquistati dai cittadini, ignari magari del fatto che «biodegradabile» non equivale a «compostabile». Si tratta comunque di percentuali minime rispetto ai risultati ottenuti con il porta a porta. Nel giro di cinque anni, infatti, è incrementata del 60 per cento circa la percentuale di differenziata. Questo nonostante le criticità che ha per natura un territorio vasto circa 145 chilometri quadrati, su cui insistono numerose attività produttive e che in estate raddoppia le proprie presenze grazie ai turisti. L’avvio del porta a porta, che a Sabaudia è decollato nel marzo del 2012, ha portato a una consistente riduzione dei rifiuti portati in discarica. Si è passati nel giro di un anno scarso da 14.623.855 chilogrammi (2011) a 9.444.735 chilogrammi (2012). Negli anni successivi c’è stato un lieve aumento, riconducibile al conferimento di parte dei rifiuti nei territori confinanti in cui ancora non era partita la rivoluzione del porta a porta. L’obiettivo ora è di ridurre ancora per quanto possibile i costi del conferimento in discarica e quindi il quantitativo di immondizia indifferenziata. Sia per una maggiore tutela dell’ambiente che per un risparmio per le casse pubbliche. Quindi per i cittadini.