Niente accordi elettorali. L’ex consigliere comunale Giada Gervasi rompe il silenzio e replica alle accuse che le sono state mosse in questi mesi chiarendo la sua posizione. «Siamo alle solite. C’è qualcuno – spiega – che preferisce il venticello della zizzania alla verità dei fatti, ma soprattutto che ama dire cose errate sugli altri nonostante l’evidenza parli da sola. Nei tre anni da consigliere di minoranza ho presentato oltre duecento documenti tra interrogazioni, diffide, mozioni e accessi agli atti, avanzato proposte mai accolte, sollecitato lo svolgimento della commissione vigilanza (presieduta dai colleghi di opposizione e convocata una volta sola ma mai conclusa), richiesto una commissione d’inchiesta mai tenuta e criticato analiticamente i bilanci delle gestioni dal 2009 al 2016». In merito alla sfiducia all’ex sindaco Maurizio Lucci, Gervasi precisa di aver chiesto a febbraio 2016 di concludere la consiliatura, «essendo conclamata già a gennaio l’impossibilità di amministrare». La conclusione del mandato entro febbraio avrebbe consentito di tenere le elezioni a giugno 2016, evitando così un lungo commissariamento. In merito alle accuse di apparentamento, Gervasi non ci sta. «Ho sempre dichiarato di non apparentarmi, a differenza di altri e l’elezione del 2013 insegna. Questo nel rispetto del nostro codice etico. Sappiate – spiega – che chi lo dice mente sapendo di mentire, ma questa non è una novità».