«Il confronto politico non è attacchi ad personam, ma è e deve essere su quello che si deve fare, su come farlo e con chi farlo». L’ex consigliere comunale Giada Gervasi non le manda di certo a dire rispondendo ad Amedeo Bianchi in merito alla sfiducia dell’ex sindaco Maurizio Lucci. «Quando si pensa che un’amministrazione non debba proseguire il proprio operato si può proporre la sfiducia o si attuano tutti i mezzi previsti dalla legge e dallo Statuto per incidere sul modus operandi o sullo scioglimento di un Consiglio. Non è – dice Gervasi – una battaglia contro un uomo, deve essere un’azione per il bene della collettività». Insomma, non una sfiducia a orologeria contro Lucci, bensì contro un modo di amministrare la città di Sabaudia. Inoltre - spiega Gervasi - i «famigerati» due anni, sei mesi e un giorno per evitare un possibile “Lucci ter” erano già ampiamente decorsi a febbraio, cioè quando l’ex consigliere comunale di Cittadini al Lavoro aveva chiesto ai colleghi di minoranza di “staccare la spina” alla compagine alla guida della città. «Non si possono raccontare favole. Non si comprende - afferma Gervasi - quali conti abbia fatto l’ex consigliere Amedeo Bianchi. Se il 28 giugno 2013 si è insediato il consiglio, quando scadono i due anni, sei mesi e un giorno? Lascio fare i conti ai cittadini. Dunque a febbraio 2016 cosa si voleva evitare? Forse le elezioni a giugno? Qual è il vero serio motivo per cui non determinare lo scioglimento del consiglio a febbraio?». Poi Gervasi aggiunge: «Non mi interessano i calcoli politici; a me interessa il bene della città».
In merito al “no” più volte espresso ad apparentamenti vari ed eventuali, la rappresentante di Cittadini al Lavoro torna a puntualizzare: «Il non apparentarsi è una scelta di campo e di metodo. Nessuna presunzione di essere autosufficienti, ci mancherebbe. Però per me e quanti partecipano al progetto politico dei cittadini la parola chiave è coerenza verso gli elettori. Io - spiega - non appoggio o entro in coalizione con Tizio e Caio se prima questi avevano posizioni contrapposte; per me non ci si può coalizzare con chi fino a ieri si attaccava e criticava. Per me fare una grande coalizione inserendo soggetti che hanno amministrato nel recentissimo passato e cambiano idee (nonostante appunto i propri trascorsi) pur di abbattere l’avversario vuol dire trovarsi nelle sue stesse condizioni e per me - conclude - non è coerente con la mia proposta elettorale».