Domani mattina i rappresentanti degli enti, tra cui Parco, Comune, Provincia e Regione, si sederanno accanto a un tavolo con la Comunione Eredi Scalfati per discutere del lago di Paola e delle sue problematiche. Le richieste avanzate da diverse associazioni di prendere parte ai lavori, anche se solo da spettatori, a quanto pare sono state respinte. Ma la proprietà del bacino, ossia gli Scalfati, ha ribadito di voler puntare su un processo condiviso con l’intera cittadinanza al di là di questo primo incontro. Motivo per cui è stato pubblicato nei giorni scorsi un documento contenente i temi che saranno sottoposti all’attenzione degli esperti chiamati a partecipare al tavolo tecnico del 28 febbraio.
Particolare attenzione sarà ovviamente rivolta al problema dell’inquinamento. Come si legge nel già citato elaborato redatto dalla Proprietà Scalfati, il lago di Paola è caratterizzato da due tipologie di inquinamento: una legata a fonti interne e una, invece, dovuta a fonti esterne. Quest’ultima può ridursi a tre cause: scarichi fognari civili (comprese le condotte di acque di prima pioggia in cui confluiscono acque grigie), scarichi o fosse a dispersione e apporti da fonti agro-zootecniche.

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