Gli agricoltori non inquinano il lago di Paola. Parola dell’ex sindaco di Sabaudia Maurizio Lucci. A poche ore dal summit per discutere di strategie condivise per i problemi del bacino lacustre il dibattito si fa sempre più acceso.
«Benvenuto ai nuovi tavoli tecnici. Ne abbiamo conosciuti, nel passato, di prestigiosi, con tecnici illustri esponenti – ricorda Lucci - della Federazione europea dell’ambiente, dell’Arpa e del Parco». Ad oggi, secondo l’ex primo cittadino, la situazione è rimasta sempre la stessa: il lago non risulta inquinato, ma ha problemi di ossigenazione. «D’altronde, se fossero vere alcune polemiche voci, se il lago fosse irrimediabilmente inquinato, come sarebbe possibile l’attività di mitilicoltura e itticoltura? Introdurre quindi nel dibattito politico pre-elettorale posizioni radicali sul tema delle aziende agricole - aggiunge Maurizio Lucci - è una colossale mistificazione».
Secondo l’ex sindaco, negli ultimi anni queste attività avrebbero affinato sempre più le tecniche di lavorazione, così da rispettare i parametri più stringenti imposti dall’Europa e dal ministero della Salute. «Si tratta di lavorazioni - dice Lucci - che preservano il terreno da qualsiasi alterazione e che soprattutto consentono una produzione di ortaggi di ottima qualità». «Per essere competitivi sul mercato, i prodotti devono avere requisiti importanti quali la tracciabilità, la salubrità alimentare e ottime qualità organolettiche. Tutti requisiti - spiega l’ex sindaco - riconosciuti sui mercati nazionali e internazionali. Per tali motivi gli imprenditori hanno posto molta attenzione alla cura della preparazione del terreno e alla sua fertilizzazione. Basti sapere che per eliminare le erbe infestanti e i funghi aggressivi dannosi per le colture si utilizzano metodi del tutto naturali».
Considerazioni in base alle quali Lucci afferma che la teoria per cui le serre sarebbero la causa del danno dell’ambiente circostante, con l’inquinamento del terreno e delle falde acquifere, «rappresenta una valutazione errata e strumentale». «I contadini, oggi imprenditori agricoli, - aggiunge – sono i primi difensori della terra. Ripetiamo: posizioni pre-elettorali radicali non aiutano né Sabaudia né un serio dibattito».