Il Pd di Sabaudia è rimasto senza segretario dopo le dimissioni di Pietro Piroli. Un esponente, Amedeo Bianchi, ha appoggiato la linea dell’onorevole Stefano Zappalà per creare una maxi coalizione “anti-grillini”. Intanto uno storico esponente del Partito democratico, l’onorevole Rodolfo Carelli, ridimensiona il M5S: «Il pericolo paventato appare esagerato».
In una nota l’ex deputato chiarisce la propria posizione rispetto alla proposta avanzata da Zappalà. «I grillini - scrive Carelli - si sono volontariamente ridimensionati, nella loro accezione di duri e puri, rifiutando quasi ovunque di riciclare pezzi clientelari di nomenclatura politica insoddisfatti nei rispettivi partiti e secondo perché la galassia grillina è estremamente composita e, come a Sabaudia, si distingue per contenuti programmatici ad alto contenuto ambientale». Sia chiaro: per Carelli quello di Zappalà non è un «abbaglio», bensì un «espediente dialettico» per tastare il polso dei concorrenti alle amministrative di Sabaudia al fine di unire nuovamente il centrodestra, che al momento è più che frammentato.
«Zappalà - afferma Carelli - sa bene che i buoi sono già scappati. Lucci, come già fatto scegliendo Maracchioni, sfila a Secci Capriglione e De Piccoli, mettendo un'ipoteca per il ballottaggio. E a questo punto può scattare il vero piano di Zappalà di ricomporre l'unità del centrodestra con l'apparentamento al secondo turno in perfetta linea con l'orientamento elettorale nazionale. L'unica alternativa agibile alla vittoria del centrodestra a questo punto è il tentativo di aggregazione del quarto polo in soccorso di Cittadini al Lavoro, risvegliati dal sogno di fare il bis di Coletta».