Cambia Sabaudia e il movimento Idea, Popolo e Libertà al fianco del candidato sindaco di Forza Italia Giovanni Secci nella competizione elettorale. L’annuncio è arrivato ieri, con il generale Aldo Piccotti – presidente di Cambia Sabaudia, ndr – che si è dichiarato disposto a ritirare la propria candidatura in considerazione della «forte convergenza programmatica» registrata.
«La città di Sabaudia e i suoi cittadini – si legge nella nota congiunta – hanno vissuto negli ultimi 15 anni un progressivo, evidente, apparentemente inarrestabile declino e degrado che colpisce tutti gli indicatori socio-economici più importanti». Poi il riferimento a problematiche che vengono ritenute «annose e storiche». Si fa cenno dunque al lago di Paola e al «ruolo da svolgere nel tessuto urbanistico», la definizione dei rapporti col Parco nazionale affinché diventi una risorsa e «non solo un insieme di vincoli che frenano lo sviluppo socio-economico della città», la definizione dello stato giuridico dei comprensori di Molella, Mezzomonte e Palazzo, nonché questioni legate all’agricoltura e all’economia locale, la revisione del piano regolatore e la «evidentissima carenza di servizi sociali, sanitari e scolastici» sul territorio.
«La responsabilità principale di questo disastroso stato di cose – proseguono ancora nella nota congiunta – va attribuita ai sindaci che, in particolare negli ultimi 15 anni, hanno gestito il Comune di Sabaudia, con l’eccezione del compianto Alessandro Maracchioni, nonostante diverse forze politiche abbiano tentato di ostacolarne dapprima l’operato dannoso, per poi dissociarsi ricorrendo persino alle dimissioni personali o ad atti di sfiducia sindacale».
Alla luce di queste riflessioni è stato dunque deciso di dar vita alla coalizione avente a capo il candidato sindaco Giovanni Secci. Una coalizione «di emergenza per il rilancio della città di Sabaudia, ripristinando democrazia, rappresentatività, trasparenza nelle strutture comunali a tutti i livelli, partecipazione della cittadinanza attiva alla vita amministrativa, lavorando per dare soluzione ai problemi della città nell’ottica del bene comune e non più dei meri interessi dei componenti – concludono i firmatari – della ristretta cerchia di potere».