"Siamo ben 30 strutture sul territorio laziale autorizzate ad eseguire esami di biologia molecolare e, quindi capaci di eseguire tamponi in numero elevatissimo. Siamo a disposizione dell'assessore D'Amato: ci faccia sapere secondo quali modalità procedere a integrazione e supporto delle strutture pubbliche, poiché siamo perfettamente a norma con le disposizioni in vigore e disponibili, come sempre, a soddisfare le esigenze dei cittadini". Queste le parole di Mariastella Giorlandino, direttrice di Artemisia Lab, la rete di centri diagnostici ad alta specializzazione, che lancia un appello all'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato: le strutture di Artemisia Lab sono pronte e hanno gli strumenti per sostenere l'intero sistema regionale sanitario. Serve soltanto un cenno dalla Pisana."

"Tenendo conto del flusso dei cittadini che rientrano in Italia dalle vacanze e non solo - prosegue Giorlandino - e considerati gli eventuali disagi, le strutture private accreditate già abilitate per l'attività sierologiche dalla regione Lazio di mettono a disposizione dell'assessore Alessio D'Amato per effettuare i tamponi necessari al controllo del virus che ha ripreso la sua attività pandemica. I Centri Diagnostici Artemisia Lab, da inizio Covid 19, si sono messi a disposizione della Regione Lazio, anche a costi concordati, per eseguire tamponi ed esami sierologici, ma per i tamponi in particolare, abbiamo registrato una chiusura pregiudiziale della Regione Lazio. D'Amato ci dia un segnale." E aggiunge: "Mi rivolgo anche ai cittadini che sono in un momento di disagio, perché non riescono ad effettuare i tamponi, devono sapere che noi ci siamo e siamo pronti a tutelare la loro salute."

Un appello importante, quello della direttrice, che arriva a margine di un nuovo accordo pronto a rendere l'intera rete di centri diagnostici, già leader nel settore, tra i più sicuri in termini di elaborazione e conservazione dei dati sensibili digitali. Si tratta di un'intesa che fa da apripista in tutta Italia, ed è stata stipulata dalla stessa Giorlandino con Paolo Poletti, già vicedirettore della Intelligence nazionale e oggi presidente di Sicuritalia Security Solutions. Tutto questo perché secondo Poletti: "Se non c'è sicurezza, il sistema sanitario non potrà reggere".

Entrando nel dettaglio, l'accordo prevede la messa in sicurezza cibernetica del gruppo sanitario privato, così da proteggere reti, dati e informazioni degli apparati diagnostici. L'obiettivo di questo sistema - come spiega Poletti - è mettere in sicurezza l'intera infrastruttura dell'Artemisia Lab a 360 gradi, dall'elaborazione alla conservazione dei dati sensibili. A monitorare il buon funzionamento delle reti di Artemisia Lab ci penserà un Security Operation Center, mentre il flusso dei dati e le eventuali anomalie saranno monitorate da strumenti di intelligenza artificiale. Ma non è finita qui: nel vasto ventaglio di interventi ci sono i modelli di automazione dell'Industria 4.0 e il servizio di telemedicina.