A fine novembre, una delle precedenti denunce sporte ai Carabinieri dal Comitato civico di Cori è stata archiviata. Al momento sembra essere la terza denuncia che cade nel vuoto. Ma ieri Massimo Silvi, che del Comitato è coordinatore, ne ha sporta un'altra. Non che sia "affezionato" alle denunce il Silvi, ma ritiene non solo necessario, ma doveroso chiedere all'autorità giudiziaria di valutare e nel caso chiamare a rendere conto, eventuali responsabili di quella che a tutti gli effetti appare una interruzione di pubblico servizio. La chiusura del Pat per l'assenza di un medico, di un sostituto o di un medico di guardia che possa in qualche modo sopperire alla carenza.

E' la seconda in pochi mesi che il presidio di Cori resta sguarnito. E' chiaro che è possibile un impegno, un contrattempo, un problema di salute, qualsiasi imprevisto che possa impedire al medico di turno di prendere servizio. Il problema denunciato dal Comitato, è l'impreparazione, questa sì inaccettabile, della Direzione della Asl che non ha un piano B. Se il medico manca, niente sostituto, si chiude l'ambulatorio. Tutto questo per una comunità è inaccettabile. Da qui la denuncia sempre presso il Comando dei carabinieri, di una denuncia per «la palese incapacità gestionale dei vertici ASL, a consentire il regolare e normale svolgimento delle attività del presidio sanitario, e si ripropone un ennesimo caso di disservizio e di interruzione del pubblico servizio. Il giorno 13 dicembre 2022 si è ripetuto quanto accaduto già presso il Pat dell'Ospedale di Comunità di Cori il 29 giugno 2022, il 20, 21, e 22 dicembre 2021, il 22 agosto 2021, il 31 ottobre 2021, il 29 settembre 2022, il 01 novembre 2022. Dalle8 di mattina alle 20 di sera la Dirigenza Asl pur avvertita di ciò non ha saputo reperire un medico in sostituzione. Un fatto a dir poco disdicevole e che ad una prima e sommaria valutazione appare costituire la fattispecie di reato di interruzione di pubblico servizio».

A Cori, ma così anche in tutti gli altri comuni pontini in cui il Pat ha sostituito il Ppi - Punto di primo intervento che garantiva il servizio h24 e "copriva" anche alcune delle emergenze più frequenti, oggi il presidio medico non solo non tratta alcun tipo di emergenza, ma resta aperto "solo" 12 ore. Questa "rimodulazione" così l'ha chiamata la Asl e l'ha chiamata la Regione Lazio, è avvenuta all'alba della pandemia. Il Ppi doveva essere rimodulato per aiutare a contrastare l'emergenza presso i pronto soccorso della provincia. Doveva essere una cosa temporanea, poi un giorno, senza alcun preavviso, sul Bur della Regione si è scoperto che il Ppi non esisteva più e che era stato sostituito da un Pat dalle 8 alle 20. Oggi, come già successo a Cisterna di Latina, la Direzione Asl sta "sperimentando" una "collaborazione" con la Guardia medica che permetterebbe di tenere aperte le porte dell'ambulatorio h24, ma la comunità chiede di più, decisamente di più. L'altro giorno poi, ad aggravare la percezione della situazione e l'esasperazione dei residenti, si è aggiunto anche il caos ambulanze: una decina di mezzi di fatti fermi per ore presso i pronto soccorso di Latina e Aprilia con la conseguenza carenza di mezzi per altri interventi. Da qui una serie di disagi.