Il caso dei punti di primo intervento rischia di essere un pesante fardello da gestire per il Partito democratico pontino. La scelta della giunta regionale di confermare il superamento dei Ppi a partire dal 2020 ha colto abbastanza di sorpresa i dem che nei mesi scorsi si erano battuti al fianco dei loro sindaci contro questa prospettiva. Ora che il tutto è realtà il Pd rischia di finire travolto dalle polemiche innescate da una parte dal centrodestra e dalle opposizioni in generale, dall'altro dagli stessi ambienti di partito, in particolare dagli amministratori locali presenti nei comuni come Sezze e Cori e Priverno che rischiano di veder sfumare i centri di primo intervento sanitario.
Nel piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del servizio sanitario regionale 2019-2021 si materializza di fatto l'eliminazione dei Punti di primo intervento. Tecnicamente viene prevista la loro trasformazione in Punti di erogazione di assistenza primaria entro la fine dell'anno. Come, dovrebbe spiegarlo il 5 settembre prossimo l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amatco, che incontrerà i sindaci dei comuni pontini interessati da questa rimodulazione. La questione su che fine faranno queste strutture non è da poco e la stessa difesa da parte dei sindaci è difficilmente derubricabile come tutela campanilistica. Qui siamo davanti a un problema concreto. Secondo i dati forniti dalla Regione Lazio medesima, ogni anno si registrano oltre centomila accessi distribuiti tra i punti di primo intervento di Cori, Cisterna, Sabaudia, Sezze, Priverno, Gaeta e Minturno.. Numeri talmente consistenti da non poter essere cancellati con un colpo di spugna. Il timore dei sindaci è che si arrivi a depotenziare il servizio sul territorio, scaricando tutte le piccole emergenze sui pronto soccorso più grandi, ossia quelli degli ospedali. Nel piano della Regione assicurano che i presidi resteranno operativi, almeno nella fascia diurna. Ma sono rassicurazioni che per il momento non convincono sindaci e amministratori locali. Per questo è probabile che a settembre si scateni un nuovo dibattito e ci siano altre iniziative di protesta come quella che si è svolta a novembre dello scorso anno.
Chi ha più da perdere da questa storia è chiaramente il Partito democratico. Il consigliere regionale Salvatore La Penna ci ha coraggiosamente messo la faccia convocando l'assessore e garantendo la massima vigilanza affinché i servizi sanitari restino di livello. Ma avrà il suo bel da fare, La Penna, a difendersi dai sicuri attacchi che arriveranno dal centrodestra (la Lega è già sulle barricate) ma anche dal Movimento 5 Stelle. Nel frattempo, al Senato, si attende la risposta su questa situazione all'interrogazione presentata dal senatore di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini. Insomma, a settembre sarà un tema caldissimo.