La diagnosi precoce per sconfiggere il tumore al seno. Si è tenuto a Latina, nella sala del Museo Cambellotti, il 13 ottobre, il convegno dell'AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) organizzato insieme a: Europa Donna Italia, la Breast Unit del Goretti di Latina, la ASL e l'Università La Sapienza-Polo Pontino. La scelta della data non è stata casuale: il 13 ottobre, infatti,  è  la Giornata Nazionale del Tumore al seno metastatico.  In diverse città italiane, come a Latina, la giornata è stata celebrata  per  porre l'attenzione, almeno una volta all'anno,  sul male con cui convivono 37mila pazienti.

Lo ha spiegato bene Loredana Pau, consigliera di Europa Donna Italia e coordinatrice delle Associazioni di Volontariato: <<Nel 30% delle donne che si ammalano il tumore al seno diventa metastatico. In Italia ogni anno 3400 donne scoprono di avere un tumore al seno metastatico al primo controllo mentre 1500 casi già diagnosticati diventano metastatici>>. Nel mese rosa della prevenzione, allora, vanno ribadite chiaramente queste percentuali, per dimostrare l'importanza della diagnosi precoce per la completa guarigione, ma vanno anche informate le donne su "l'altra parte della storia del tumore al seno", quella della possibilità di dover convivere con il cancro, come sottolineato dalla prof.ssa Antonella Calogero dell'Università:<< è un trasformer: bombardato reagisce e continua ad insidiare le donne in differenti maniere, insidiandosi in altri organi>>.

Carlo De Masi, responsabile della radiologia senologica della ASL, nel suo intervento ha sottolineato che:<< molte delle richieste di Europa Donna Italia possono essere accolte, ci si deve organizzare per istituzionalizzare la giornata nazionale del 13 ottobre ma bisogna anche prevedere un percorso di cura e assistenza specifico nelle Breast Unit, una corsia preferenziale per controlli ed esami che riduca tempi di attesa e dia rapida consegna degli esiti. La Breast Unit di Latina, vera eccellenza della "presa in carico" delle donne che si ammalano già prevede la disponibilità di vari specialisti necessari a rispondere alle problematiche psicofisiche delle pazienti>>.

Ne hanno dato ampia testimonianza gli interventi di Antonella Fontana, vice direttore della Radioterapia del Goretti, il dott. Luigi Rossi, dirigente di oncologia universitaria, il prof. Fabio Ricci, direttore clinico della B.U. di Latina che ha illustrato  cosa si intende per "presa in carico" delle donne e come la battaglia contro il cancro debba intendersi come una rivoluzione culturale da fare tutti insieme, medici, ricercatori, tecnici, istituzioni, associazioni. Fondamentale – ha detto infine Marcella Schembari, case manager della B.U. -  il supporto infermieristico fatto di dialogo, accoglienza, vicinanza alle donne che arrivano nell'unità senologica.  Durante il convegno Momento è stata assegnata al direttore generale della ASL Latina, Giorgio Casati, l'onorificenza "Donna ad honorem".  Presente alla cerimonia anche Sergio Parrocchia, direttore sanitario dell'ospedale S.M. Goretti di Latina,  Susanna Busco responsabile del PDTA della mammella e Maria Antonietta Ulgiati psico-oncologa della Breast Uniti. Dopo il saluto del sindaco Damiano Coletta, la lettura di due testimonianze a cura di Paola Miceli (delegata Europa Donna Regione Lazio) e di Giuseppina Cadoni, presidente AVO. Il convegno, presentato da Antonio Di Civita è stato accompagnato dalle note del violinista Luka Hoti che ha omaggiato i presenti con l'esecuzione di brani tratti dalle musiche di celebri film.