Il caso
23.02.2026 - 08:30
Lo avevano convocato in caserma per una violazione al codice della strada e aveva reagito con una serie di offese. Sarà processato il prossimo 12 maggio dal giudice monocratico del Tribunale di Latina Valentina Mongillo. C’è un nuovo processo - in questo caso per il reato di resistenza a pubblico ufficiale - per Gioacchino Sacco, 49 anni originario di Aquino in provincia di Frosinone ma residente da molti anni a Terracina - è in carcere dallo scorso 16 agosto per l’omicidio stradale con l’aggravante dell’omissione di soccorso di Federico Salvagni, 16 anni di Latina, ucciso mentre era a piedi insieme al fratello gemello e a un amico sulla strada che collega San Felice Circeo con Terracina.
Nei giorni scorsi il giudice monocratico Gabriella Naldi - al termine dell’udienza pre dibattimentale - ha disposto il giudizio.
Per lui era stato aperto un procedimento penale. Sono diversi i processi in corso in Tribunale nei confronti del 49enne che deve rispondere anche di evasione dagli arresti domiciliari per un episodio avvenuto nel 2023. Ma c’è anche un altro processo in corso ed è già iniziato davanti al giudice monocratico Renata Naso per una truffa di un’auto, una Fiat Panda. Tra meno di un mese il 20 marzo il giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Cario dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio insieme ad altre dieci persone per un’inchiesta del pm Giuseppe Miliano dove Sacco è imputato sempre per l’acquisto di un’ auto dall’estero. Oltre alla truffa contestata la ricettazione.
Nei giorni scorsi intanto i giudici della Corte di Cassazione hanno depositato le motivazioni del rigetto del ricorso del 49enne che resta in carcere per l’omicidio stradale di Federico Salvagni. L’udienza si era svolta a dicembre e i giudici della Suprema Corte avevano dichiarato il ricorso inammissibile sottolineando «la totale insensibilità e noncuranza... palesate nelle fasi successive all’investimento». Sempre nelle motivazioni i magistrati hanno ribadito i diversi precedenti penali «tra cui azioni violente e minacciose oltre ai reati di violenza a pubblico ufficiale e oltraggio».
I giudici hanno descritto in un modo la personalità di Sacco: «Ha una rilevantissima capacità trasgressiva e in passato ha dimostrato una totale incapacità di rispettare le prescrizioni concernenti la esecuzione di una precedente misura domiciliare e qualsiasi regola concernente la circolazione degli autoveicoli a motore». Dopo che il pm Marco Giancristofaro ha chiesto il giudizio immediato, la difesa sta valutando se scegliere un rito alternativo. I familiari di Federico sono assistiti dagli avvocati Riccardo Amadei e Vittorio Palmaneghi. La morte dell’adolescente aveva suscitato cordoglio e indignazione.
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