Se la scelta del Comune di Latina di affidarsi ad una azienda speciale internalizzando il servizio di igiene urbana sarà un azzardo foriero di possibili danni o una mossa azzeccata lo dirà solo il tempo. Ma garantire i livelli occupazionali della Latina Ambiente, il vero nodo di questa impresa, potrebbe diventare più arduo del previsto alle condizioni illustrate dall'amministrazione. L'ente intende infatti garantire l'impiego di 203 unità contro le attuali 250 (di cui 57 interinali) della spa Latina Ambiente attraverso o l'ipotesi di avviso pubblico, come ribadito anche dal professore Alberto Lucarelli nella commissione ambiente o la cessione del ramo d'azienda (quest'ultima via caldeggiata dai sindacati per mantenere le maestranze), due strade discusse dal sindaco anche in un tavolo con Cgil, Cisl e Uil ad inizio agosto. L'assessore Giulio Capirci nelle commissioni aveva però parlato esplicitamente dell'acquisto del ramo di azienda o, in alternativa di "gestire questo passaggio con una clausola sociale nel contratto di servizio". Si può fare senza passare per un concorso pubblico? La giurisprudenza dice di no e gli ultimi pareri in ordine temporale non sembrerebbero lasciare dubbi in merito. A sostenerlo il consigliere comunale del Pd Massimiliano Carnevale che lo ha ribadito nell'ultima assise in cui è stato votato l'atto costitutivo dell'azienda e che ora cita un ulteriore parere della Corte dei Conti della Valle D'Aosta del 13 luglio scorso in merito ad un caso analogo nella forma. Il sindaco del Comune di Aosta in sostanza chiedeva quale disciplina applicare al personale dipendente di un partecipata addetta alla gestione del servizio di edilizia residenziale pubblica nel passaggio ad una azienda reginale, altro soggetto pubblico. Per la magistratura contabile l'unica strada possibile è il concorso pubblico perché "la corte costituzionale ha costantemente escluso la legittimità di internalizzazioni attraverso il passaggio automatico dall'impiego privato in una società partecipata a quelli alle dipendenze di una pubblica amministrazione, ritenendo che in tal modo si aggirerebbe la regola che condiziona l'acquisizione dello stato giudico di dipendente pubblico all'espletamento di un concorso pubblico". "Nel mio intervento in consiglio comunale – spiega Carnevale - ho dedicato molto spazio a cercare di far capire o forse solo far ammettere ai consiglieri di maggioranza e assessori che alla luce della giurisprudenza della Corte dei Conti, del Consiglio di stato, della Cassazione a Sezione Unite e della Corte costituzionale era ed è impossibile aggirare il vincolo della selezione e quindi del concorso per assunzione dei lavoratori dell'Azienda Speciale. Ora si è aggiunto questo parere della Corte dei Conti della Valle D' Aosta che ancora una volta rafforza quanto da me ricordato". "La cosa che più rattrista – spiega ancora il consigliere di minoranza - è la superficialità con la quale si è affrontato il nodo del personale facendolo ora diventare un serio problema per quasi 200 famiglie quando, qualora il Sindaco e la sua maggiorana avessero continuato ad avere riserve, sarebbe stato sufficiente chiedere un parere alla Corte dei Conti che fra l'altro è gratuito..." "Ma forse si è preferito - conclude Carnevale - far finta di non sapere e come al solito ci si nasconderà dietro uno "scusate"