Definirle l'ultimo esempio di "ecomostro" non è esagerato: 8 villette in collina con panorama magnifico ma palesemente abusive, così abusive da essere state confiscate e anche la Corte Cassazione ha detto che la lottizzazione di Monte Ducale a Minturno è stata il frutto di una forzatura. Per quanto i reati originariamente contestati siano andati prescritti, l'abuso edilizio non si può negare davanti ad promontorio sfigurato. La società che ne è stata proprietaria nonché titolare della contestata concessione andrà comunque avanti con i ricorsi fino alla Cedu (Corte Europea di Giustizia) ma un destino quasi beffardo è là, nel futuro prossimo di quelle ville. Le quali, anziché diventare costose residenze con vista mare per turisti facoltosi, potrebbero essere trasformate in alloggi popolari ed essere dunque l'offerta aggiuntiva e inaspettata per la lunghissima lista di aventi diritti alle case popolari iscritti al Comune di Minturno. Ciò che manca, come al solito, sono i fondi per rendere definitivamente abitabili quelle case, sequestrate, poi sottoposte a confisca e avviate verso la definitiva acquisizione al patrimonio del Comune. I fatti sono datati 2001, gli anni terribili di questo territorio, periodo di tregenda sul fronte dell'assalto all'ambiente: l'ente rilasciò quattro autorizzazioni a realizzare ricoveri agricoli su un'area di 25 ettari che il piano regolatore catalogava come (appunto) agricola con vincoli idrogeologici. Nel 2008 arriva il sequestro insieme all'indagine su 14 persone, compresi i funzionarti comunali che avevano rilasciato le concessioni. Il processo sarà poi così lungo da lasciare intervemire la prescrizione sulle responsabilità penali. Resta inamovibile invece il giudizio sull'abuso e le ville vengono confiscate. La verità è che adesso il Comune non sa che farsene, o meglio non ha i soldi per ristrutturarle e non è previsto l'abbattimento dell'ecomostro. Spunta dunque una terza via o vita per le villette che, con il possibile aiuto dell'Ater, potrebbero diventare un quartiere popolare. Una specie di resurrezione non preventivata e messa in piedi nel 2018, a quasi venti anni dalle concessioni.