A volte gli annunci e le intenzioni non coincidono con la realtà e con iter lunghi e tortuosi. Quasi una costante nella pubblica amministrazione dove spesso i conti non tornano: si può definire così la vicenda di alcuni affitti che paga il Comune di Latina come quello del Palazzo Pegasol all'interno del quale sono ospitati il servizio Avvocatura al secondo piano e il servizio tributi, Partecipate e ufficio trattamento economico al terzo piano. Anche quest'anno il Comune dovrà pagare l'affitto da 180mila euro per tutto il 2018 alla società DPF, eppure sgomberare gli uffici del Comune dal palazzo Pegasol per trasferirli all'ex Albergo Italia era stato uno dei primi obiettivi messi in campo dall'amministrazione Coletta nell'ambito del taglio agli sprechi economici. Con determina del dirigente al decoro e Beni Comuni Paolo Ferraro l'ente replica uno schema consueto: confermare il canone d'affitto non potendo ospitare altrove quegli uffici dal momento che i lavori all'ex Albergo Italia sono in alto mare. "Si prende atto che le operazioni di trasferimento degli uffici, subiranno dei ritardi a causa dei previsti interventi
manutentivi presso l'ex Albergo Italia – spiega Ferraro – e si rende necessario impegnare le somme per la liquidazione dei canoni di locazione per l'immobile citato". Oltre a questo viene definita la bozza di contratto con la società che blocca l'affare fino a tutto il 2018. Affare si fa per dire dal momento che quegli uffici l'ente potrebbe utilizzarli senza pagare nulla spostandosi di 500 metri più in là. Dove sta l'intoppo? Era spiegato in un precedente atto di ottobre scorso: i lavori di manutenzione straordinaria dell'edificio ex Albergo Italia, a seguito delle procedure amministrative di pefezionamento del Mutuo, e delle procedure di affidamento dei lavori, non potevano essere conclusi entro il 2017 e l'ufficio Patrimonio aveva già dovuto correre ai ripari: prima il pagamento delle spese condominiali per il Pegasol (quasi diecimila euro) e poi la predisposizione del nuovo contratto di affitto con la società D.P.F. che era in scadenza in quel periodo e che doveva essere rinnovato almeno fino ad aprile. Ma con l'inizio dell'anno una stima più realistica dei tempi ha fissato la nuova scadenza a fine 2018. L'affitto al Pegasol è infatti uno dei più grossi sperperi che da anni il Comune di Latina si regala. Per un anno dovrà pagarne 180mila euro ma fino al 2011 l'ente versava alla proprietà Pegasol circa 344 mila euro annui, poi scesi a 223mila euro e ridotti ulteriormente con un piano già traslocato. Sono somme che l'ente punta a risparmiare proprio a fronte dei circa 200 metri quadrati di spazi liberi al piano terra e dei 150 metri quadrati liberi del primo piano dell'Ex Albergo Italia. In tutto 350 metri quadri che vivono di una storia molto sfortunata come se ne sono raccontate troppe nella città ad uso e consumo dei privati. Era proprio dalle carte di Olimpia che emerse come furono assecondate le richieste e le pretese del Latina calcio per interventi a fondo perduto sullo stadio, fino a sottrarre soldi per progetti di interesse pubblico: tra questi c'era la ristrutturazione dell'ex Albergo Italia.