Non conosce nazionalità, l'emergenza abitativa, un disagio che con l'espansione della città conta numeri progressivamente sempre più elevati, senza che l'Ater e il Comune riescano a contenere, attraverso l'assegnazione di alloggi popolari, un fenomeno in costante crescita. Solo lo scorso anno l'assegnazione dei 43 alloggi popolari realizzati in via Guardapasso era riuscito a tamponare quella che può definirsi una vera e propria emergenza, facendo scorrere una graduatoria lunghissima. Nonostante ciò tra famiglie rimaste ancora in attesa di una casa e quelle che hanno presentato la richiesta per un alloggio popolare in data successiva, la lista di attesa ha continuato ad allungarsi, fino a contare al 22 gennaio 554 famiglie in coda, che bussano alla porta del Comune di Aprilia per avere un tetto sopra la testa.
Una crescita minima, considerando i numeri registrati nel mese di giugno 2018, quando le famiglie in attesa di una abitazione popolare erano 547, ma che servono a dimostrare come l'esigenza dei cittadini con redditi troppo bassi, tali da non permettergli l'acquisto di una abitazione propria non accenni a diminuire. La maggior parte dei nuclei famigliari in attesa di una casa popolare, sono composti da due o tre persone – 136 famiglie con due componenti e 129 con tre componenti – anche se non mancano tra i richiedenti persone che vivono sole – 107 richieste. Nettamente inferiore il numero di famiglie composte da 4 persone ancora in attesa di un alloggio popolare -88 nuclei – numeri che calano ancora sensibilmente per quanto riguarda le famiglie composte da 5 persone (60), sei (17), sette (7) o 8 componenti (3). Solo una tra le famiglie inserite in graduatoria conta nove persone, caso più unico che raro, ma trovare una soluzione abitativa per un nucleo così corposo diventa particolarmente difficile: e non a caso la famigliola, pur essendo 73 in graduatoria, attende una casa da quasi 10 anni, trovandosi purtroppo in buona compagnia. La maggior parte dei richiedenti ancora in coda per avere una casa, attende una soluzione al proprio disagio da quasi 10 anni, mentre dopo dopo l'assegnazione degli ultimi alloggi realizzati dall'Ater, già nel 2018 altre 56 famiglie hanno presentato una nuova richiesta. Ad attendere una soluzione abitativa persone di varia estrazione sociale, con un rapporto 4 a 1 tra famiglie italiane e famiglie straniere e una netta prevalenza di nuclei famigliari più piccoli, che del resto a livello statistico rappresentano ormai una maggioranza schiacciante. Lo scorrimento della graduatoria per gli aventi diritto, non avviene solo seguendo rigidamente la posizione raggiunta, ma tenendo conto di volta in volta anche del taglio degli appartamenti realizzati o che tornano a disposizione della parte pubblica. Senza nuovi progetti in cantiere per realizzare nuove palazzine in città e con un numero esiguo di alloggi che tornano nelle disponibilità del Comune, la lista pare destinata ad allungarsi a dismisura.