Dopo un viaggio estenuante a bordo di carrozze troppo piene, può capitare di dover sostare anche ore presso la stazione di Campoleone in attesa della coincidenza giusta per poter tornare a casa. Una stazione che, malgrado le dimensioni e l'importanza assunta per chi dal sud della Provincia di Latina deve spostarsi verso la Capitale, manca di collegamenti funzionali, di coincidenze, ma soprattutto manca di servizi minimi essenziali, come servizi igienici e punti di ristoro. Cinquecento lamentele di utenti insoddisfatti di un servizio che trova in Campoleone il simbolo di tante gravi carenze, è stato il moto propulsore di una manifestazione organizzata dall'Associazione Pendolari Stazione di Minturno- Scauri direttissima Roma Napoli, per unire le istanze dei pendolari a quelle dei lavoratori delle Ferrovie dello Stato, alla quale hanno preso parte anche i rappresentanti del Comitato dei pendolari FR8a della carrozza Roma Nettuno, i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, Federconsumatori Lazio e Confconsumatori Lazio. Dal racconto dei pendolari e dei referenti di Comitati e sindacati di categoria, è emerso un quadro sconcertante, dove le 500 rimostranze cumulate in appena due settimane dalla sola stazione di Campoleone per assenza di servizi essenziali, diventano lo specchio di un trasporto che malgrado i fondi stanziati dalla Regione Lazio, continua a non funzionare.
Anche per colmare il vuoto di piccoli e grandi interventi, lavoratori e pendolari hanno scelto di inaugurare un percorso comune di incontri, per portare le istanze dei territori sui tavoli istituzionali. «Malgrado l'importanza di questa stazione – spiega Franco Valerio del Comitato Pendolari Minturno- Scauri – sul sito dove è possibile consultare gli orari, lo snodo figura come stazione di Aprilia. L'emblema di un luogo deserto, dove i pendolari sostano per ore senza servizi». «La nostra battaglia - ha spiegato Rosalba Rizzuto del Comitato Pendolari Roma- Nettuno - è nata attraverso una class action tra consumatori insoddisfatti, costretti a viaggiare compressi dentro carrozze troppo affollate. Resta ancora molto da fare per ottimizzare un servizio, che non garantisce ai pendolari neppure i collegamenti essenziali».
Anche gli amministratori dei comuni di Minturno, Pomezia e Aprilia hanno preso parte all'assemblea per portare il proprio contributo. «So cosa significa spostarsi in treno con tutti i disagi che ne conseguono – ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici Luana Caporaso – perché per anni sono stata pendolare per motivi di studio. Al nostro insediamento, la Regione chiese di stilare una relazione sulle condizioni delle stazioni: quella delle nostre è particolarmente delicate, perché sia qui che in centro mancano i servizi igienici, mancanza a Campoleone non colmata dalla presenza di un punto di ristoro. I primi interventi di messa in sicurezza erano attesi prima dell'estate. Confidiamo che le promesse vengano mantenute e nel frattempo come amministrazione facciamo il possibile, anche stanziando risorse di bilancio, per colmare le lacune del trasporto pubblico locale». Non dissimili le considerazioni dell'assessore del Comune di Pomezia Giuseppe Raspa. «Non ci servono fondi virtuali o promesse – ha dichiarato – ma interventi che rispondano alle esigenze di tutti i pendolari. Come amministrazione staremo con il fiato sul collo agli enti preposti».