Forte del risultato ottenuto dalle urne, il Comitato per il ‘No’ al Referendum dello scorso 4 dicembre ha deciso di dar seguito a quanto di positivo messo in campo durante la campagna referendaria, con l’obiettivo non nascosto di poter anche arrivare a ridosso della tornata che stabilirà chi sarà il prossimo sindaco di Sezze da protagonisti della scena politica.

È quanto ha sostenuto il referente dei comitati intercomunali, Paolo Di Capua, che nei giorni scorsi ha dato seguito a una proposta di legge elettorale spedita già a senatori e deputati nel 2008, quando il Governo era alle prese con il superamento del “Porcellum”. Anche in questo caso, con la bozza di “Italicum” che comunque non potrà essere valida per il Senato, Di Capua ha scritto a senatori e deputati del Parlamento. La legge che propone, la “Lepinium”, prende spunto dalle leggi che regolano l’elezione dei sindaci e mira alla necessità di ridare valore al senso dei partiti, sempre meno attivi in queste fasi della politica italiana, oltre a dare importanza alle scelte del cittadino.

Tra le peculiarità della proposta di Paolo Di Capua c’è un patto di governabilità da stabilire prima del voto, che permetterà ai cittadini di esprimere una preferenza al Senato e due alla Camera, la riduzione dei parlamentari, uno sbarramento al 3% per la Camera, al 5% per il Senato e, soprattutto, il vincolo di mandato, per evitare cambio di casacca in corso d’opera che negli ultimi anni l’hanno fatta da padroni incontrastati, non permettendo una governabilità e non rispettando il voto del corpo elettorale che, nella “Lepinium”, sarà lo stesso per entrambe le Camere. Le indennità, infine, saranno comparate a quelle dei colleghi degli altri Parlamenti europei.