“Se ci rifiutiamo di lavorare rischiamo di essere licenziate, se lavoriamo garantiamo comunque il servizio e non permettiamo al Comune di rescindere il contratto e, comunque vada, continuiamo a non essere pagate dal mese di novembre”. E’ paradossale la situazione delle dipendenti della cooperativa “Le Quadrelle”, che giovedì pomeriggio hanno deciso di assistere alla seduta del consiglio. Una ventina di dipendenti della società incaricata del servizio mense hanno hanno avuto diritto di parola, raccontando di una situazione ormai al limite. A rispondere il sindaco Campoli che ha prima spiegato come la cooperativa sia stata l’unica a rispondere al bando pubblico, poi è entrato nel dettaglio affermando che la stessa cooperativa vanterebbe un debito nei confronti di Equitalia di circa 160mila euro. Questo passaggio diventa fondamentale per un altro aspetto. L’ente potrebbe, e in un paio di occasioni lo ha fatto, pagare direttamente gli stipendi e poi detrarli dai soldi che eroga alla cooperativa, ma in questo modo si bypasserebbero le necessità di recuperare quella somma da parte di Equitalia, commettendo, quindi, un illecito. D’altro canto lo stesso Comune non può rescindere per giusta causa il contratto che lo lega alla cooperativa, in relazione al fatto che la giusta causa non c’è, perché il servizio di mensa continua ad essere svolto regolarmente. Questo il paradosso, con le dipendenti che hanno questa sorta di spada di Damocle sulla testa e che hanno confermato che qualora decidessero di incrociare le braccia la cooperativa potrebbe licenziarle. Questo, quindi, il grande dilemma: se smettere di lavorare e rischiare il posto oppure attendere un miracolo ed aspettare gli stipendi, con una società in rosso cronico e con il rischio di non percepire alcunché. Anche l’amministrazione si trova ad un bivio e a nulla sono valse le richieste, soprattutto di Reginaldi, che il contratto si annullasse.