Risulta formalmente indagata la 41enne bracciante agricola che domenica scorsa è stata vittima di un tremendo incidente, le cui conseguenze hanno portato alla morte di Mirco Sanchez, suo figlio, appena 18enne. La donna, al volante di una Chrysler Voyager, aveva perso il controllo del mezzo su via Sicilia, tra i Comuni di Sezze e Sermoneta. La vettura, complice probabilmente l’asfalto bagnato, aveva sbandato ed era finita fuori strada, finendo la sua corsa contro un palo del telefono e dentro a un fosso. La donna, dopo le indagini condotte dalla polizia locale di Sezze, dovrà rispondere alle domande degli inquirenti e spiegare come abbia fatto a perdere il controllo del mezzo su una strada con un limite di velocità di 50 chilometri orari.

Intanto, ieri pomeriggio alle 15, nella Chiesa “San Carlo da Sezze” allo Scalo, si sono svolti i funerali di Mirco deceduto lunedì mattina all’ospedale San Camillo-Forlanini di Roma a causa delle ferite riportate nel tremendo incidente.

Parole di grande impatto, durante la Messa, sono state pronunciate dal parroco, don Nello Zimbardi, che nella sua omelia ha tracciato due solchi profondissimi su altrettanti temi, quello della necessità e al contempo della difficoltà di ricominciare dopo un lutto del genere, con la famiglia di Mirco, padre, madre, sorella maggiore e le due gemelline più piccole, presenti alla cerimonia, e il concetto della rabbia, che il parroco di Sezze Scalo ha voluto concentrare sui giovani presenti alla cerimonia funebre, chiedendo che faccia spazio, nei loro cuori, alla speranza di una nuova vita e al ricordo del giovane amico prematuramente scomparso.