«Per quale motivo gli esponenti di SezzeBeneComune attaccano la cementificazione selvaggia e il piano traffico, ma non spendono una parola sulla questione del Piano regolatore generale della città che, di fatto, ci ha riportato indietro di 45 anni?» È una delle domande che si pongono Serafino Di Palma e Antonia Brandolini, esponenti di minoranza in Consiglio, che entrano nel merito delle più recenti posizioni di Sbc chiedendosi per quale motivo nessuna riga sia stata spesa sul piano arrivato in Regione dopo cinque anni di tira e molla e la cui istruttoria è stata sospesa per mancanza di documenti. «Forse - spiegano i consiglieri - non ne parlano perché uno dei leader politici del loro movimento, Maurizio Baratta, è lo stesso che nel 2012 ottenne l’assessorato all’Urbanistica e, appena arrivato in municipio, si ritrovò tra le mani quel Piano regolatore generale approvato all’unanimità solo qualche mese prima dal Consiglio comunale? Forse al neo assessore quel Piano non convinceva? È possibile che nei suoi due anni in Giunta non si sia accorto che quel piano era contenuto all’interno di un cassetto quando, invece, si doveva spedire alla Regione per l’approvazione? Non ha pensato Baratta - proseguono Brandolini e Di Palma - al fatto che, dopo un anno, le norme di salvaguardia del Piano regolatore generale passano da 5 a soli 3 anni? Non vogliamo credere che un professionista come lui abbia commesso un errore così superficiale, così come non vogliamo credere che, adesso, sul tema non abbia nulla da dire. Magari non vuole dirlo personalmente per non alimentare polemiche, ma allora per quale motivo non lo fa dire a Rita Palombi, candidato sindaco e oltretutto architetto? Ci piacerebbe - hanno concluso Di Palma e Brandolini - che prendessero una posizione univoca sul tema, perché altrimenti si potrebbe avere la sensazione che, come tutte le Giunte che si sono alternate dal 1972 ad oggi, anche loro vedano il futuro urbanistico di Sezze come una serie di inutili e non costruttive varianti in corso d’opera».