Il cimitero di Sezze ha bisogno di più posti. Nell’ottica di un piano di ampliamento programmato, il Comune è pronto a progettare la costruzione di nuovi loculi. I lavori arrivano a pochi anni di distanza dell’ultimo ampliamento realizzato in località Pozziglio. E proprio da quanto accaduto in quell’occasione, l’ufficio Tecnico di Sezze ha deciso di trarre insegnamento. Prima di mettersi all’opera ha richiesto la documentazione per il vincolo idrogeologico alla Provincia di Latina. Nel 2010, infatti, la ricchezza di falde acquifere nel sottosuolo del cimitero, specialmente nel lato verso via Bassiano, aveva causato non pochi problemi alle neo edificate cappelle e ai loculi a colombario. Il sopralluogo dello stesso ufficio tecnico certificò un distaccamento alla base di circa quattro centimetri e una crepa di circa un centimetro di larghezza. Per mettere in sicurezza le strutture fu necessaria la realizzazione di un’opera di consolidamento strutturale, oltre che una canalizzazione delle acque. Nel piano triennale delle opere pubbliche, proprio alla voce cimitero, l’amministrazione Campoli ha destinato 500mila euro per il 2016 e altrettanti per il 2017. Del resto, se l’assegnazione dei servizi cimiteriali alla Spl ha risolto i problemi riguardanti la parte ‘funzionale’ del camposanto, altre voci rimangono da risolvere. Su tutte quella dell’ascensore realizzato ma mai entrato in funzione. Da Grande Sezze, uno dei neonati movimenti civici in campo per le prossime elezioni, arriva poi la proposta per una rivoluzione energetica: illuminazione votiva nel cimitero con pannelli solari e lampade led. L’impiego dei moduli sperimentali per la trasformazione dell’illuminazione votiva, secondo i proponenti, sarebbe in grado di azzerare i costi per l’utenza. È Giuseppe Ceritello a spiegare: «I pannelli solari potranno essere installati sul tetto delle pile di fornetti e sulle cappelle, integrandosi nelle costruzioni esistenti. Il modulo che abbiamo sperimentato è costato l’equivalente di un’annualità del canone e ha una durata minima di dieci anni. Riesce a far funzionare quattro lampade a ridotto consumo con la corrente accumulata di giorno. Il risparmio ipotizzabile è perciò notevole».