Il fatto
03.12.2025 - 10:50
La camera ardente di Nicola Pietrangeli sul suo campo al Foro Italico
Mercoledì mattina, 3 novembre, sul suo campo, al Foro Italico, si è aperta alle ore 9 (i funerali, alle 15 in forma privata, a Ponte Milvio, ndr) la camera ardente per Nicola Pietrangeli, sconmparso lunedì 1 dicembre all'età di 92 anni. "Era proprio come voleva lui", ha detto Filippo Pietrangeli in lacrime alla camera ardente del padre, nel campo dello stadio del Foro Italico che porta il suo nome. "Devo ringraziare molto la Federazione e i colleghi di Sport e
"Va via la storia, e le storie come la sua non muoiono mai. Lui e' piu' di un pezzo di storia. Ci ha lasciato un messaggio del quale tutti dovremmo renderci conto": con queste parole Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, rende
omaggio a Nicola Pietrangeli davanti alla camera ardente allestita nel campo che porta il suo nome al Foro Italico. Buonfiglio prosegue il suo ricordo con un affetto palpabile: "Ho avuto il privilegio di conoscerlo davvero, di parlare tante volte con lui. Ogni conversazione era un misto di esperienza e ironia. Sapeva metterti a tuo agio, non si e' mai vantato di
nulla. Era sempre disponibile, sempre cordiale". Il presidente del Coni rievoca anche un momento che lo aveva colpito: "Una delle prime volte che ci siamo incontrati mi ha visto entrare e si e' alzato in piedi. Gli dissi: 'Nicola, mi alzero' sempre io. Ci mancherebbe altro, per quello che hai fatto e per quello che ci hai insegnato'".
Davanti alla Davis esposta sul campo, Buonfiglio riflette sul peso della maglia azzurra, tanto caro a Pietrangeli: "Io me lo ricordo ancora la prima volta che l'ho indossata, sono passati cinquant'anni. La prima volta ti senti quasi un padre eterno, ti
sembra di diventare immortale. E' un traguardo che raggiungi con talento, passione e anche un po' di fortuna".
E il messaggio finale e' un invito alla memoria attiva: "Per rimanere nella storia non basta vincere: devi essere un esempio
dentro e fuori dal campo. I campioni come Nicola ci hanno lasciato un'eredita'. Se ognuno di noi riuscisse a fare una
buona azione al giorno, sarebbero 365 buone azioni l'anno. Sarebbe il modo migliore per ricordare chi ha dato tanto allo
sport e al Paese.
"Amava il tennis femminile. Nei giorni in cui Jannik vinse il Next Gen, si parlava con Nicola e Lea Pericoli e lui diceva sempre che le donne dovevano fare le palle corte. Di consigli divertenti ne abbiamo sentiti tanti, lo ricordiamo con tanto amore". Queste le parole della capitana della Nazionale di Billie Jean King Cup, Tathiana Garbin, presente alla camera ardente di Nicola Pietrangeli. "Nicola è una persona straordinaria che ci ha lasciato un ricordo importante, non solo per la leggenda che era ma perché era una persona che sapeva portare sorriso anche nei momenti più difficili - ha aggiunto -. Come Lea Pericoli, Nicola ha portato tanta eleganza sportività. Oggi abbiamo degli idoli, dei ragazzi straordinari che portano degli esempi che fanno bene allo sport in generale".
"Nicola ci ha insegnato ad amare la Davis, il valore di indossare la maglia azzurra, un po' tutto è partito da lui e così lo vogliamo ricordare". Così il capitano azzurro di Coppa Davis, Filippo Volandri, alla camera ardente di Nicola Pietrangeli al Foro Italico. "Lo abbiamo sempre visto attaccato a questa coppa, mi piace pensare che abbia voluto aspettarci in questa terza vittoria, fa parte di lui -aggiunge Volandri-. E' stato un'icona, con un tennis elegante, come era lui, lo ricordiamo così".
"E' doveroso essere qua. Io con Nick ho avuto un bellissimo rapporto". Lo ha detto Fabio Fognini arrivando alla chiesa Gran Madre di Dio di Ponte Milvio ricordando con grande affetto Nicola Pietrangeli, e sottolineandone l'eredita' umana e sportiva. "E' un giorno triste per lo sport italiano, per il tennis soprattutto. Ci manchera', ci manchera' - ha aggiunto - Ci manchera' il suo stile giocoso e soprattutto la sua persona". Fognini ha ricordato anche un consiglio rimasto impresso negli anni: "Rimproveri me ne hanno dati tanti, giustamente. Pero', come ho detto, il consiglio piu' grande me lo diedi e quando gli chiedi 'ma scusa, tu non correvi? E lui mi rispose, 'io non devo correre, devo correre gli avversari'. Questa frase in questi ultimi giorni mi e' riapparsa molte volte sui social e mi e' rimasta impressa." Il campione ligure ha infine parlato del legame con la maglia azzurra che lo ha accumunato a Pietrangeli di cui e' stato idealmente l'erede: "E' stato colui che mi ha trasmesso il vero valore di questa maglia azzurra. Con lui in Davis ho bellissimi ricordi E' stato un personaggio fantastico nel nostro mondo. E' stato come ha detto il presidente Binaghi un parafulmine. In questo momento lascia un grande vuoto al nostro magnifico sport", ha concluso.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione