Il primo round se lo è aggiudicato la Wind che ha ottenuto dai giudici del Tar la sospensione dell’efficacia del provvedimento con cui il Comune di Terracina ha impedito la realizzazione di un’antenna, l’ennesima nel centro urbano. La struttura doveva essere montata nella rotatoria di viale Europa, all’altezza di piazza Donatori di sangue, a pochi metri dal PalaCarucci. Dopo un iniziale parere favorevole il Comune aveva fatto dietrofront revocando il permesso. La causa in tribunale era inevitabile e, puntuale, è arrivato il ricorso ai giudici amministrativi presentato dal colosso delle telecomunicazioni Wind che ha impugnato tutto. La società ha chiesto l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento di archiviazione della richiesta di autorizzazione paesaggistica. Proposto l’annullamento anche per il verbale dello scorso giugno quando l’allora commissario straordinario Erminia Ocello con i poteri della giunta municipale revocò la delibera del febbraio precedente con cui, in un primo momento, era stata accolta l’istanza della Wind. Infine la società ha chiesto ai giudici di invalidare anche la delibera con cui a maggio il commissario aveva modificato il regolamento comunale per l’installazione degli impianti. Prima di revocare i permessi, infatti, il commissario aveva aggiunto alle aree “sensibili” in cui non è possibile installare (neppure nelle immediate vicinanze) impianti elettromagnetici – oltre a scuole, ospedali e luoghi di culto – anche edifici sportivi e relative pertinenze. E nel caso specifico, la scelta è stata vista come un atto mirato a impedire alla società di realizzare la sua antenna, per la quale aveva già ottenuto il permesso, considerata la presenza a poche decine di metri del PalaCarucci. Un orientamento che secondo il colosso delle telecomunicazioni è viziato e che ha di fatto impedito un intervento legittimo.

Fermo sulla propria posizione, invece, il Comune che si è costituito in giudizio opponendosi all’istanza del privato. Ma i giudici, pur non entrando nel merito, hanno espresso un primo parere favorevole a Wind che ha visto accolto il proprio ricorso. «Da un sommario esame proprio della fase cautelare – si legge nell’ordinanza del Tar – il ricorso non appare sprovvisto di “fumus boni iuris” quanto meno riguardo alla violazione delle garanzie partecipative nel procedimento di annullamento in autotutela della concessione e alla insufficiente istruttoria». In parole povere, ci sono i presupposti per bloccare l’operato del Comune e discutere di nuovo sul da farsi. Per adesso viene accolta l’istanza della Wind ma si entrerà nel merito soltanto il 21 settembre 2017, data in cui è fissata l’udienza. Intanto il Comune di Terracina è stato anche condannato al pagamento delle spese legali della fase cautelare per un importo di 1.500 euro.