Dopo il via libera all’unanimità in Consiglio comunale al nuovo regolamento sull’installazione dei dehors (ombrelloni, tavoli, sedie, strutture temporanee o permanenti di copertura), le attività commerciali dedite alla somministrazione di cibi e bevande e al consumo cominciano ad organizzarsi. Il regolamento è stato pubblicato sul sito Internet del Comune (www.comune.terracina.lt.it) alla sezione Albo pretorio, questo giornale lo rende disponibile per il download in formato elettronico. Scarica qui

Procaccini nel corso del Consiglio ha fatto un appello ai geometri e agli operatori affinché durante questi mesi di proroga «ci si metta in regola e si presentino le domande per tempo», perché poi scatteranno controlli e sanzioni. Il regolamento slitta perché rispetto alla versione approvata dal commissario straordinario, sono stati inserite altre categorie di commercianti: oltre a chi fa somministrazione di cibi e bevande, anche coloro che fanno solo consumo da asporto: pizzerie, gelaterie, take away.
L’assessore Pierpaolo Marcuzzi ha specificato che già da subito si possono chiedere autorizzazioni in base al nuovo regolamento, e anzi, lo ha suggerito. Mentre per coloro che hanno fatto recenti investimenti per mettersi in regola sulla base delle regole attuali, ci sarà la possibilità di ammortizzare i costi in tre anni prima di adeguarsi.

Il massimo spazio consentito per realizzare dehors su suolo pubblico è di 32 metri quadrati, ma il rapporto resta di uno a uno con le dimensioni interne. Se i locali interni sono di 20 metri quadrati, il dehors dovrà essere di pari dimensione. Un apporto fondamentale, per stessa ammissione della giunta, è stato dato in commissione dall’opposizione. Su alcune specifiche si è battuto Alessandro Di Tommaso del Pd, che ieri ha accolto con favore il risultato finale.

Durante il Consiglio comunale è stata discussa anche una mozione presentata ai primi di settembre sulla ludopatia. Il Pd, su impulso delle associazioni del territorio, tra cui la Spi/Cgil, ha chiesto indirizzi precisi e celeri su quella che ormai viene definita una piaga. A garantire l’impegno a portare il prima possibile la questione in commissione, l’assessore ai Servizi sociali Roberta Tintari, che ha chiesto e ottenuto il ritiro della mozione.