Un “pacchetto” da 50 milioni di euro è a disposizione della Regione per mitigare il rischio idrogeologico in tutto il Lazio. È questa l’ultima novità emersa dal tavolo a cui ha partecipato ieri mattina il sindaco Nicola Procaccini, a confronto con gli assessori Michele Civita (Trasporti) e Fabio Refrigeri (Infrastrutture) e il consigliere regionale del Pd Enrico Forte, per la messa in sicurezza del Monte Cucca e la conseguente riapertura della tratta Priverno-Terracina. Una notizia non di poco conto, che consente all’amministrazione comunale di definire il perimetro entro il quale giocare la partita della messa in sicurezza. Procaccini da qualche tempo, anche con la collaborazione di Marco Senesi di “Ala Sociale”, si è messo letteralmente alle calcagna della Regione per definire la questione. Ora si gioca di strategia, perché il territorio in dissesto idrogeologico è diffuso, e solo la zona romana del Tevere rischia di assorbire svariati milioni di euro. Il fondo del piano operativo regionale, relativo ai fondi messi a disposizione dell’Europa, è entrato nella disponibilità della Regione, e si può definire una tabella di marcia. «Nei prossimi giorni si terrà una riunione operativa fra i dirigenti di Regione ed Rfi per stabilire i prossimi passaggi tecnici - spiega Procaccini in una nota - Mentre i due assessori regionali coinvolti Civita e Refrigeri manterranno congiuntamente il monitoraggio dell'iter amministrativo».

Procaccini invita alla prudenza e al contempo alla fiducia: «Ogni aggiornamento verrà comunicato ai mezzi d'informazione, senza facili entusiasmi né abbandonarsi allo sconforto per il tempo che passa, accrescendo il disagio di lavoratori pendolari e turisti», prosegue, promettendo informazioni aggiornate «sul lavoro che si sta facendo ad ogni livello di governo».
La messa in sicurezza del Monte Cucca, di cui si parla da quasi cinque anni, significa non solo il ripristino della ferrovia. Ci sono abitazioni, aziende, strade interessate ai crolli, dunque è soprattutto una questione di pubblica incolumità. Ma la coperta dei fondi a disposizione, come al solito, rischia di essere corta se è vero che solo per il Monte Cucca si è stimato un intervento da 10 milioni di euro. A decidere le priorità ci sono sei tecnici nominati dalla Regione che, tra i progetti ammissibili al finanziamento, dovrà indicare quelli da sostenere subito.