Scarsa la partecipazione degli operatori del settore alla possibilità offerta dal Comune di iscriversi al registro degli assistenti famigliari, l’albo che consente di incrociare domanda e offerta di assistenza domiciliare. Il dipartimento ha deciso di prorogare al 28 febbraio prossimo i termini di scadenza, vista la scarsa partecipazione.

Il registro degli assistenti famigliari, istituito lo scorso novembre fortemente voluto dall’assessore Roberta Tintari, è molto usato in diversi Comuni del nord Italia e consente di avere su Internet un albo pubblico di persone qualificate a fornire assistenza domiciliare. Un sistema concepito per sopperire ad un’offerta pubblica spesso carente e al contempo per avvicinare i cittadini bisognosi all’offerta di professionalità. Nessun ruolo da parte del Comune o dell’Azienda speciale, se non quello di mettere in contatto, attraverso l’albo, operatori e famiglie e, in sede di ricevimento delle domande, di approfondire con colloqui con i singoli aspiranti.

Per registrarsi all’albo occorre aver compiuto diciotto anni, avere cittadinanza italiana o un regolare permesso di soggiorno, aver svolto corsi di formazione accreditati o titoli riconosciuti dal ministero: Adest, Ota, Osa, Oss, le sigle, corrispondenti spesso a ruoli di badanti, colf, assistenti socio-sanitari. Se l’obiettivo è quello di “superare” la ricerca fai da te, al momento resta non raggiunto. Ma l’amministrazione comunale non demorde, e proroga i termini.