Lo statuto c’è ma non viene applicato integralmente. È la conclusione a cui è giunto il presidente della commissione per l’applicazione dello Statuto Davide Di Leo, consigliere comunale di minoranza, nella sua relazione di fine anno. Eletto a capo dell’organismo il 21 luglio scorso, ha già rilevato nervi scoperti dell’amministrazione comunale e del Consiglio, per l’assenza di alcuni regolamenti pure previsti dal testo statutario. Di Leo si sofferma in primis sui regolamenti ordinari che disciplinano la partecipazione pubblica dei cittadini attraverso le forme associative libere: «Si denota l’assenza di alcuni regolamenti ordinari, contemplati nei vari articoli ed inseriti come risolutori di precise dinamiche o tematiche, ma mai realizzati e deliberati», scrive Di Leo. Consulte, osservatori, iniziative cittadine, accesso, partecipazione, referendum, forum cittadini, tutte «forme di carattere comunitario che risaltano la trasparenza come segno tangibile di spessore democratico a sfondo popolare» che però non hanno i regolamenti previsti.

Non solo. Una nota di demerito va anche al mancato regolamento sul funzionamento della giunta comunale, e ancora si rileva «una certa conflittualità tra lo statuto comunale e lo statuto dell’Azienda speciale sull’aspetto del conferimento della nomina previsto per il collegio dei revisori dei conti di quest’ultima». Se infatti lo statuto comunale prevede un passaggio in Consiglio, quello dell’Azienda prevede la nomina sindacale. Infine Di Leo punta il dito sui lavori delle commissioni consiliari, in particolare sulla scarsa celerità con cui la giunta fornisce i documenti ai commissari. Di Leo parla di «mancanza sia in termini temporali che in termini di contenuto documentale» che «riguarda sei commissioni, su un totale di 30 sinora effettuate, pari al 20% del lavoro svolto». «Sarà cura - conclude il consigliere-presidente - del sottoscritto e di tutti i componenti della commissione preposta, vigilare ed ottemperare quanto prima, in sinergia con gli assessori di competenza, alla risoluzione del testo in oggetto».