Il PalaCarucci viene messo a disposizione delle società con criteri "parziali, soggettivi e non rispondenti alle esigenze di tutte le società coinvolte nell’utilizzo dell’impianto". Così i consiglieri comunali del gruppo del Partito democratico, che con un'interrogazione a poche settimane dalla riapertura del palazzetto dello sport chiedono la modifica degli indirizzi di concessione della struttura alle società sportive locali. "Si è provveduto - scrivono Alessandro Di Tommaso, Valentina Berti e Giuseppe D'Andrea - a modificare gli indirizzi generali che disciplinano esclusivamente le ore all’interno del PalaCarucci omettendo di fatto tutti gli altri impianti oggetto della stessa delibera". 

La struttura del PalaCarucci, infatti, viene concessa in base ad alcuni criteri relativi alle attività agonistiche delle società. E il Pd, ad esempio, contesta il passaggio in cui il Comune non considera un titolo i campionati in cui si passa da una categoria inferiore a una superiore, ma sì vincere un campionato provinciale under 13, "vincere il campionato nazionale vale titolo, vincere la coppa Italia vale titolo". "Come si può ad esempio assegnare un punteggio ulteriore per la vittoria di un campionato provinciale under 13 e non assegnare alcun valore alla vittoria di un campionato di categoria che permette la promozione da una serie inferiore ad una superiore?", incalzano i Dem, "sembra una cosa incredibile, anzi incomprensibile, laddove si consideri che negli ultimi 5 anni una società sportiva di questa città, tra mille difficoltà è riuscita a scalare le classifiche arrivando sino alla serie B. Come si può non riconoscere questo come un merito sportivo molto più prestigioso della vittoria di un campionato provinciale?".

Ma non è tutto. Perchè il Pd alza un'altra questione. E cioè che tra i criteri di uso del PalaCarucci nessuno controlla se ci sono società che già gestiscono le palestre scolastiche, date in gestione dalle scuole attraverso i bandi, "beni pubblici il cui utilizzo è lasciato alla discrezione dei dirigenti scolastici e pertanto non suscettibile al momento di alcun controllo da parte dell’amministrazione". Per il Pd insomma c'è necessità di un regolamento complessivo degli impianti sportivi e non solo uno per il PalaCarucci, con "criteri soggettivi ed assurdi oltre che incomprensibili". Uno di questi, dare punteggio in base alla preparazione dell'allenatore, "quando questi potrebbero lasciare quella società in qualunque momento", o "l’inserimento del criterio che assegna un ulteriore punteggio alla società con il maggior numero di iscritti visto che all’interno del PalaCarucci non vengono svolte le attività base delle varie discipline sportive (minibasket, minivolley e scuola calcio) che invece vengono espletate nelle palestre o nei campi all’aperto delle strutture scolastiche".

Piuttosto, concludono i consiglieri democratici, "sarebbe stato opportuno, nel definire i criteri generali di gestione degli impianti che le ore fossero distribuite sulla base dell’iscrizione ai campionati in relazione alla loro necessità di essere disputati in una struttura con determinati requisiti o che le stesse fossero affidate soltanto a quelle società che per ragioni legate alla categoria, avessero avuto bisogno di giocare solo su un campo con determinate caratteristiche", per questo chiedono alla giunta del sindaco Procaccini "i motivi che hanno portato l’amministrazione comunale alla definizione di tali criteri" e "se è intenzione dell’amministrazione apporre dei correttivi"