Non si placa la polemica sull'accoglienza dei rifugiati a Terracina. Nel botta e risposta che ha coinvolto negli ultimi giorni maggioranza e opposizione, il gruppo di Noi con Salvini torna alla carica. "Letto l’articolo in cui il vicesindaco Tintari Roberta risponde alla nostra richiesta di delucidazioni, riguardante il piano SPRAR, rimaniamo delusi e sconcertati, dal modo in cui ella affronta un tema molto importante quale appunto la decisione da parte del comune, di aderire al piano su citato, limitandosi all’insulto di una parte politica, quale la nostra, che si dichiara contraria in ogni modo al principio dettato dall’attuale governo, di ospitare migranti che per la maggior parte dei casi, non scappano da nessuna tipologia di guerra e, invadono in maniera incontrollata il nostro territorio. Da un'amministrazione attenta e trasparente, ci saremmo aspettati, un intervento tecnico e pubblico, per la presentazione appunto del modello progettuale con cui il comune decide di aderire al piano governativo.

Scopriamo a malincuore invece, una risposta piena solo di carità cristiana e falso perbenismo, che tanto contraddistingue il governo che  è in carica e, che a livello nazionale, lo stesso presidente del partito del nostro amato sindaco, combatte tutti i giorni sulla stampa e tramite televisione. Questa modus operandi, ha creato ad una semplice domanda di giuste spiegazioni da dare alla cittadinanza, soltanto una controffensiva ai quei partiti politici, in primis NOI CON SALVINI, che hanno espresso perplessità in riguardo, creando solo una bagarre  a livello partitico e cittadino, su un tema molto importante e molto delicato quale l’immigrazione. Fermi sulla nostra contrarietà all’accettazione di tale progetto, continuiamo a chiedere con maggior insistenza, il motivo con cui l’amministrazione ha in mente di aderire a tale piano e, come voglia poi agire una volta che queste persone siano arrivate sul territorio, visto che la CLAUSOLA SALVAGUARDIA (con cui danno alla cittadinanza la sicurezza che arrivati un certo numero di immigrati questi non aumentino) non viene rispettata, visto che già ci sono precedenti in altri comuni da prendere come esempio, dove la finta sicurezza di tale clausola ha fatto in modo che non solo aumentasse il numero, ma che comunque talora la Prefettura decida di mandarne altri, non assicura nemmeno l’invio di altre donne o bambini, ma anche di uomini adulti in età lavorativa. Ad oggi il numero di persone residenti che non possiedono una rendita fissa e. a volte un luogo sicuro in cui far crescere i propri figli, è in aumento e per tale motivo chiediamo di volgere primariamente lo sguardo a questi concittadini, pur non togliendo un eventuale aiuto ad altri bisognosi. Il nostro non vuole essere un comunicato che ha il sapore della xenofobia, ma semplicemente ha lo scopo di tornare ad avere come priorità la crescita della propria comunità. Dopo che la nostra città, già carica di problemi interni irrisolti, deciderà di aderire al piano e di ospitare profughi, che ribadiamo nella stragrande maggioranza non fuggono da nessuna guerra, quindi non bisognosi di assistenza, chiediamo:

- il modo in cui il Comune e l’amministrazione intenda agire sui rischi di modifica della qualità abitativa, e quale sarà il piano progettuale che avvierà per sopperire alla svalutazione del mercato immobiliare;

- come, in caso di disagi nella città, affronterà la mancanza di controllo e gestione da parte delle forze dell’ordine, già sotto organico, per sopperire alle innumerevoli problematiche giornaliere;

  - come affronterà il problema igienico sanitario;

- dove verranno  collocati questi “BISOGNOSI”.

E soprattutto, se nel caso avvenga tutto ciò, ci chiediamo come l’amministrazione intende sopperire alla mancanza di richiesta turistica che si presenterà, essendo la nostra una cittadina che vive di turismo. Infine vogliamo ricordare all’amministrazione che sul territorio sono presenti già 5500 extracomunitari, per la maggior parte ghettizzati autonomamente in Borgo Hermada, di cui non sappiamo per molti di essi lo stile di vita, la modalità di sostentamento e la situazione igienico sanitaria. Considerati i molteplici problemi interni che da decenni affliggono la città, riteniamo opportuno che un’amministrazione capace e sana provveda a risolverli prima di aggiungerne altri derivanti dall’arrivo di finti richiedenti asilo, altrimenti sarebbe solo un uniformazione al mercenarismo e alla speculazione che contraddistinguono  le modalità di aiuto quali il piano SPRAR".