Avere telecamere puntate nel quartiere delle "Capanne" sarebbe stato utile per garantire la sicurezza dei cittadini e dei commercianti. Lo sostiene l'associazione "Realtà Cittadina". "Questa zona cittadina dove si registra la presenza di un alto numero di persone extracomunitarie - afferma l'associazione - è costantemente e fortemente caratterizzata da situazioni che hanno ben poco in comune con il “senso civico” dettato dalle più ampie normative vigenti nel nostro paese. A conferma del nostro scritto vi sono numerosi articoli di stampa che raccontano come la zona sia oggetto anche di fatti che travalicano il “quieto vivere” e sfociano in contesti come spaccio, deturpazione e arresti. Un anno e mezzo fa, sulle ali di una inaspettata quanto propizia comunicazione, l’amministrazione comunale informava la cittadinanza dell’arrivo di un cospicuo finanziamento da parte della provincia per l’installazione di un sistema di videosorveglianza, avviammo in pochi giorni una capillare e massiccia raccolta firme (quasi 500) tra i residenti e non, con il chiaro intento di sottolineare a chi di competenza, di tenere un’alta considerazione la zona nella pianificazione e distribuzione delle telecamere nel territorio comunale". Ma non è bastato.Nella zona le telecamere non sono arrivate, altrove sì. "Per di più, dopo aver omesso l’installazione delle apparecchiature utili a riportare quel senso di sicurezza oramai smarrito, è notizia di alcuni giorni fa che, grazie al ribasso d’asta effettuato con l’apposita gara d’appalto, l’amministrazione comunale ha comunicato che i punti di installazione saranno aumentati rispetto a quanto richiesto in precedenza e, per l’ennesima volta, questo ampliamento non prevede minimamente la zona su menzionata".