L’intenzione dell’amministrazione comunale di Terracina di affidare in comodato d’uso la gestione della “Torre de Acso” e di “Palazzo Tescola” ad un soggetto privato, rappresenta l’ennesima dimostrazione di quello che il Pd ha sempre sostenuto in questi anni, ovvero che la maggioranza di centro destra non ha alcun progetto di sviluppo credibile per i beni appartenenti al patrimonio storico, artistico e culturale della città. Lo sostiene il segretario cittadino del Pd Daniele Cervelloni.

"Ancora una volta - si legge in una nota - ci tocca assistere ad un vero e proprio tentativo di svalutazione del nostro patrimonio storico e culturale mediante la ricerca di affidamento a privati di ciò che dovrebbe invece rappresentare una nostra possibile risorsa oltre che uno spazio pubblico dove custodire le nostre radici". Eppure la situazione è cambiata in una manciata di anni. E quello che poteva essere un modello virtuoso è stato sostituito dal solito schema della cessione a privati. "Sembra di essere tornati indietro di cinque anni con il duplice aggravio di non aver imparato nulla dal passato e di rischiare di affidare un bene ad un istituto che non dà ampie garanzie di tenuta degli impegni". Cervelloni contesta anche il fatto che dopo lo sfratto delle tre associazioni che avevano avuto sede nella Torre, l'amministrazione non è stata in grado di trovare una soluzione alternativa. "La verità è che a Terracina non vi sono più spazi pubblici per il confronto politico come, allo stesso modo, non ci sono più luoghi per le attività ricreative. Quindi, personalmente, ritengo che tutto ciò non sia oltremodo accettabile o peggio ancora sostenibile. Non si può continuare a chiedere a privati o associazioni cittadine di occuparsi della cosa pubblica. Ci vuole immediatamente una strategia di rilancio e di governo del territorio che il centro destra non ha dimostrato di possedere".

Come partito, il Pd preannuncia che rispetto al bando di gara per l’affidamento di Palazzo Tescola e Torre de Acso si intende fare opposizione decisamente in quanto si vede in tale idea progettuale "il rischio di sottrarre alla città non solo due palazzi storici ma anche due luoghi fondamentali utili allo spazio ricreativo ed a quello istituzionale".