Stavolta ci siamo. Per la prima volta in assoluto nella storia recente della città, la demolizione della palazzina che affaccia sul foro emiliano e fa ombra all’antico teatro romano entra negli atti istituzionali. Venerdì, l’acquisto dell’immobile da parte del Comune sarà discusso in commissione Bilancio, che dovrà rilasciare un primo parere per poi passare in Consiglio comunale. Bilancio, perché di soldi sostanzialmente si tratta. L’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Procaccini ha raggiunto un accordo con i proprietari sull’ammontare dell’indennizzo per la cessione dell’immobile. Intesa chiusa a 200 mila euro, che l’ente sborserà per acquistare il palazzo. La destinazione dei soldi dovrà, appunto, essere discussa all’interno dell’assise cittadina. 

Siamo di fronte ad un altro passo fondamentale per il recupero del sito archeologico, tirato fuori a pezzi durante oltre 20 anni e diversi milioni di euro spesi. E ancora da spendere, visto che per il recupero completo si stima siano necessari ancora due milioni di euro. Ma per ora si pensa agli abbattimenti: due gli immobili già venuti giù negli ultimi anni, l’ultimo quello che sorgeva proprio sulle scalinate del teatro e demolito di recente. La palazzina rimasta, invece, che non grava sui resti ma ha la “colpa” di coprire la scena del teatro dal foro emiliano, è stata più volte in procinto di essere acquistata ma il tira e molla tra proprietari e Comune si è protratto fino ai giorni nostri. Con 200 mila euro, i proprietari si sono ritenuti soddisfatti. 

Per Procaccini e la sua giunta, l’opportunità di lasciare un segno, ma anche l’onere di dover impegnare un sacco di quattrini pubblici in un momento in cui la città ha tante emergenze. L’acquisto dell’immobile è finalizzato alla demolizione, e la demolizione costerà almeno quanto l’acquisto. Ma la decisione di impegnare tanti soldi per aprire la strada al recupero integrale del teatro è da premiare. 

dal recupero del teatro romano e più in generale del foro emiliano costeggiato da un tratto di via Appia, passa il rilancio del centro storico alto, per anni lasciato a morire senza regole. L’attenzione maniacale oggi si tocca con mano. Ieri mattina nel sito archeologico c’era un folto gruppo di addetti ai lavori, tra cui la soprintendente Nicoletta Cassieri. L’unico vero ostacolo, non da poco, sono i soldi. Da considerarsi, però, un investimento. Tra i ritrovamenti alle spalle dell’Agip, la previsione degli ascensori, il recupero del teatro e il prossimo affidamento del polo museale, la giunta Procaccini si gioca tutto. La sua scommessa è anche politica. Per tutti gli altri, di qui si passa per la città di domani.