Erano stati arrestati un mese fa dagli uomini del commissariato di polizia di Terracina dopo essere stati sorpresi nei pressi di una villa nel tentativo di rubare. Ieri mattina i tre cittadini bengalesi fermati dagli agenti della squadra Volante sono comparsi in tribunale a Latina per concludere il processo aperto il 26 gennaio scorso. Mancava l’interprete e il processo era slittato. Difesi dall’avvocato Giuseppe D’Anolfo, i tre cittadini extracomunitari di origine bengalese hanno deciso di imboccare la strada della procedura dell’applicazione della pena su richiesta delle parti. Il patteggiamento ha preso il via da una richiesta di nove mesi e a conclusione del processo si è arrivati a stabilire la pena di quattro mesi di reclusione (pena sospesa) e 150 euro di multa ciascuno. Accolte le richieste, il giudice Giorgia Castriota ha quindi rimesso in libertà i giovani stranieri, arrivati in Italia con lo status di richiedenti asilo. Robiul Hossain, Md Hasan e Ripon Mia, tutti del Bangladesh e dall’età compresa tra i 18 e i 22 anni, erano ospiti del Cas di San Vito. Nella serata del 24 gennaio scorso, esattamente un mese fa, i tre si erano allontanati dal centro di accoglienza straordinaria ed erano stati sorpresi dalla polizia mentre tentavano di infilarsi in un villino sulla Migliara 58, al confine tra Terracina e San Felice Circeo. I rumori provenienti dal giardino dell’abitazione avevano però insospettito il proprietario di casa che, dall’interno dell’appartamento, aveva richiesto l’intervento immediato della polizia. Una volta processati, per i tre richiedenti asilo, incensurati fino al loro arresto, si apre adesso la procedura di espulsione dal centro di accoglienza.