Vai a capire chi ha sbagliato. Se il Comune che ha dimenticato di deliberare il suo gradimento al legale dei suoi dipendenti, o questi ultimi che hanno dimenticato di chiederlo. Fatto sta che per due impiegati pubblici è arrivata la doccia fredda nei giorni scorsi. L’organo straordinario di liquidazione ha infatti rigettato la richiesta di liquidazione dei rimborsi che l’ente municipale doveva riconoscere loro, per le spese legali sostenute durante i procedimenti penali, conclusi con un’assoluzione.

Come è noto, quando un dipendente comunale finisce a processo per fatti legati all’esercizio delle sue funzioni, a certe condizioni il Comune rimborsa le spese legali. A certe condizioni, però. Tra cui, quella di aver espresso, la giunta, il proprio gradimento per il legale scelto dal dipendente. Ebbene, l’Osl, nel valutare due richieste di ammissione alla massa passiva, si è accorto che in entrambi i casi quella delibera di gradimento non c’è. Dunque, niente rimborso.

Nel caso di un primo dipendente, il procedimento penale è stato archiviato nel 2015 e la richiesta di liquidazione della parcella al suo avvocato è di appena 4.136 euro. Sul legale, dice l’Osl, la giunta avrebbe dovuto esprimere il suo gradimento ma e non l’ha fatto. Al netto dei motivi, l’avvocato risulta nominato autonomamente e quindi niente ammissione alla massa passiva.
Ma questo è niente in confronto alla somma chiesta da un altro dipendente, che per due procedimenti penali, entrambi conclusi con assoluzione, deve liquidare il suo avvocato per un ammontare complessivo di oltre 130 mila euro. Ha chiesto il rimborso al Comune, ma l’Osl ha riconosciuto corretto un solo rimborso legale (circa 9 mila euro) per l’esistenza della delibera di gradimento del Comune, mentre per quello più sostanzioso, da oltre 130 mila euro, quell’atto amministrativo, da approvare “ex ante” dalla giunta, non risulta. E nonostante siano arrivate delle controdeduzioni dai legali, l’organo di liquidazione non ha ammesso la somma. Le controdeduzioni «non appaiono superare il dettato delle citate disposizioni ordinamentali e contrattuali che prevedono in modo vincolante i presupposti per legittimare l'amministrazione all'assunzione degli oneri».